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Terragni Garante dell’Infanzia, Giuffrè (Agedo): ‘Una nomina che mette a rischio i diritti di minori e famiglie LGBT’

"Ennesimo segnale - ha detto la Presidente a CityNow - di una politica discriminatoria ed una destra sempre più estremista"

mirella giuffre agedo

La recente nomina di Marina Terragni a nuova Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha sollevato un’ondata di reazioni critiche da parte di associazioni, esperti del settore e rappresentanti di comunità LGBT+. Tra le voci più autorevoli, si distingue quella di Agedo Reggio Calabria, che attraverso le dichiarazioni della presidente, Mirella Giuffrè, a CityNow, denuncia una scelta “ideologica e politica”, carica di potenziali conseguenze dannose per i diritti dei minori.

Nei giorni scorsi, anche il garante per l’infanzia della Regione Calabria, Antonio Marziale, non le aveva mandate a dire, definendo la nomina di Terragni “imbarazzante“.

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“Nomina ideologica e pericolosa”: le parole di Mirella Giuffrè (Agedo RC)

Secondo Giuffrè, la figura della neogarante — giornalista e scrittrice notoriamente vicina alle posizioni del femminismo radicale e della destra conservatrice — “ora vicina al gruppo Radfem e amica della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, in questi anni si è distinta per le sue feroci campagne contro le persone trans e per essere parte attiva nelle polemiche della destra conservatrice e sovranista, per esempio quelle agite contro la pugile olimpica Imane Khelif o quelle nel dibattito pubblico sulla GPA”.

Dichiarazioni e iniziative passate di Marina Terragni, infatti, mostrerebbero una visione contraria alla genitorialità arcobaleno.

“La nomina di Marina Terragni come garante dell’infanzia è una nomina ideologica e politica molto pericolosa, è l’ennesimo segnale di una politica discriminatoria verso la comunità Lgbt+ di una destra sempre più estremista – afferma Mirella Giuffrè, puntando il dito contro la presunta mancanza di competenze specifiche nel campo dei diritti dei minori. Non si può pensare di nominare persone prive di titoli specifici a ricoprire ruoli così delicati per l’infanzia e l’adolescenza. Pur di colpire la nostra comunità e continuare l’opera di smantellamento dei diritti delle minoranze, si mettono a rischio i minori scegliendo figure inadeguate“.

Il ruolo del Garante: ascolto, partecipazione, tutela

Secondo la Presidente di Agedo Reggio Calabria, la storia personale di Terragni rischia però di entrare in conflitto con la neutralità e la competenza richieste:

“I compiti del Garante per l’infanzia sono quelli dell’ascolto, della partecipazione e della formazione di politiche pubbliche a tutela delle persone in crescita, esattamente il contrario delle posizioni sempre espresse dalla Terragni – sottolinea Mirella Giuffrè, ricordando che la neogarante – è nota per le sue posizioni contro l’infanzia e l’adolescenza trans, dichiarando più volte che le/i bambine/i trans non esistono. Ma nota anche per la sua ostilità ai percorsi di affermazione di genere e ai programmi di educazione alle differenze nelle scuole, definiti come ‘ideologia gender’”.

Famiglie e figli in allarme: «Non resteremo in silenzio»

L’aspetto più drammatico, secondo Agedo Reggio Calabria, è l’angoscia delle famiglie di persone trans e delle stesse ragazze e ragazzi che temono di essere ignorati o, ancor peggio, discriminati nelle sedi istituzionali:

“Questa volontà precisa a voler invisibilizzare o addirittura annullare la vita dei nostri figli è un elemento di forte preoccupazione per noi genitori e famiglie di Agedo – prosegue Giuffrè. Allo stesso tempo, la presidente rassicura che la comunità non cederà a timori e pressioni. Per fortuna alla preoccupazione subentra subito la nostra reazione a contrastare con determinazione e forza tutto ciò che può creare disagio e dolore ai nostri figli. Perciò, come sempre, saremo al loro fianco a sostenerli nelle battaglie per l’affermazione dei loro diritti».

Una nomina che divide e preoccupa

La nomina di Marina Terragni è, di fatto, un tema centrale che sta animando il dibattito pubblico e i canali social. Molti si chiedono se un profilo dichiaratamente schierato contro i diritti LGBT+ possa garantire un approccio equo e rispettoso delle varie realtà dell’infanzia. Per Agedo Reggio Calabria e altre associazioni, si tratta di un passo indietro su un terreno — quello delle tutele dei minori — dove ogni mossa politica dovrebbe essere misurata con estrema attenzione.

In un momento così delicato per i diritti civili in Italia, la responsabilità di chi ricopre ruoli istituzionali risulta cruciale. Ascolto, empatia e rispetto: sono queste le parole chiave che, nelle intenzioni di Agedo Reggio Calabria, dovrebbero guidare l’operato della nuova Garante. E, soprattutto, dovrebbe essere compito delle istituzioni garantire che i diritti e la dignità dei più giovani non siano mai messi in secondo piano.

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