Nuovo Cda Sorical e incarico Naccari, il Polo Civico: ‘Affarismo tra Cdx e Csx’

La denuncia del Polo Civico guidato dal dott. Lamberti: 'Squallida logica del do ut des'

Eduardo Lamberti Castronuovo

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa inviata al nostro giornale dal polo civico “Cultura e identità”. Il movimento accende i riflettori sulle recenti nomine in Sorical, denunciando quello che definisce un sistema di consociativismo sulla pelle dei cittadini.

La nomina di Demetrio Naccari Carlizzi alla Presidenza del C.d.A. della Sorical S.p.A. , senza per nulla entrare nel merito delle competenze, capacità e della professionalità dell’avvocato reggino, noto esponente del Partito Democratico e del centrosinistra reggino e calabrese, pone inquietanti interrogativi politici in vista della prossime consultazioni elettorali amministrative nelle quali i reggini saranno chiamati ad eleggere il nuovo Sindaco della Città ed a rinnovare il Consiglio comunale.

Ma non sarà che l’affarismo ed il consociativismo fra centrodestra e centrosinistra ha finalmente gettato la maschera? Ma non è che siamo l’ultima Città d’Italia proprio perché la politica è finta, il dibattito assente e gli affarismi di destra e sinistra sempre in movimento per i propri fini personali, particolaristici, clientelari senza badare per nulla all’interesse di Reggio?

Il caso delle nomine Sorical e la logica del do ut des

La vicenda delle nomine al Consiglio di Amministrazione della società, che gestisce il servizio idrico in Calabria e che mensilmente manda salate bollette nelle nostre case e qualche volta di salato manda anche l’acqua, assume toni grotteschi ed ad un tempo drammatici. Le stesse nomine, proposte dai Comuni calabresi, azionisti di Sorical, sono state avallate, ratificate ed accettate dalla Regione Calabria , secondo la più squallida logica del do ut des.

Quello che è successo ieri con le nomine è espressione del cinismo eretto a valore politico sul presupposto che “in politica l’indignazione morale non serve a niente, l’unico grave peccato sa qual è? Quello di essere sconfitti”.

Tutto ciò ricorda plasticamente il celeberrimo film di Francesco Rosi del 1963 “Le mani sulla città”, uno spaccato della cattiva politica postbellica italiana, fatta di corruzione, affarismo, noncuranza e menefreghismo rispetto al bene comune. Siamo la Città di Campanella che nacque a debellare tre mali estremi: tirannide, sofismi ed ipocrisia. Non possiamo non indignarci e ribellarci di fronte al cinismo che li racchiude e compendia tutti in sé e che sta svendendo il futuro dei nostri figli senza alcuna vergogna.