Parco Lineare Sud, Postorino: ‘Oltre il “ponticello” serve una visione urbana’
" L’area non è mai stata concepita come parte integrante della città, ma come un intervento isolato, privo di un modello di gestione, di una strategia di sviluppo e di un piano di riqualificazione edilizia e ambientale"
22 Febbraio 2026 - 18:20 | Comunicato Stampa

Parco Lineare Sud, di seguito le riflessioni dell’architetto Antonella Postorino, responsabile Dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città Coordinamento Grande Città di Reggio Calabria – Forza Italia.
Da mesi il dibattito sul Parco Lineare Sud di Reggio Calabria si concentra quasi esclusivamente sul discusso “ponticello” sul torrente Calopinace: un’opera divenuta simbolo di ritardi, rifacimenti e costi aggiuntivi. Tuttavia, fermarsi al ponte rischia di far perdere di vista il problema reale. Il Parco Lineare Sud non soffre per un singolo manufatto, ma per l’assenza di una visione urbana complessiva e di scelte politiche coerenti.
Il ponticello, con o senza rampe, verrà prima o poi realizzato. Il vero nodo è ciò che accade intorno: accessibilità carente, sicurezza insufficiente, spazi degradati e una totale mancanza di identità territoriale e urbana. È su questo contesto che si misura la qualità della pianificazione e la credibilità dell’azione amministrativa.
Un parco senza identità e senza strategia
Le criticità del Parco Lineare Sud affondano le radici nella mancanza di un progetto organico. L’area non è mai stata concepita come parte integrante della città, ma come un intervento isolato, privo di un modello di gestione, di una strategia di sviluppo e di un piano di riqualificazione edilizia e ambientale.
Il risultato è evidente: degrado fisico, insicurezza percepita, spazi pubblici poco vissuti e una progressiva perdita di funzione sociale. Un parco che dovrebbe essere luogo di aggregazione e inclusione si è trasformato in un’infrastruttura incompiuta, fragile e marginale.

Ascolto del territorio: cinque priorità chiare
Dal confronto con Gabriella Caridi presidente del comitato di quartiere “Torre Lupo”, emergono con chiarezza cinque ambiti prioritari di intervento: accessibilità, sicurezza, fruibilità, decoro e identità. Cinque parole chiave che raccontano bisogni concreti, non slogan.
Accessibilità e mobilità: i limiti della viabilità
Oggi il Parco Lineare Sud è difficilmente accessibile e, soprattutto, insicuro in caso di emergenza. L’unico accesso diretto è il sottopasso di via Galvani, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, sottodimensionato e inadatto al transito dei mezzi di soccorso. Gli altri due accessi sono condizionati dai passaggi a livello ferroviari, con attese che arrivano fino a venti minuti e attraversamenti pedonali inesistenti.
In questo contesto, il ponticello sul Calopinace rappresenta solo una risposta parziale, peraltro indebolita dall’immissione sulla bretella dell’argine nord. Senza il ripristino del doppio senso di circolazione e senza la realizzazione di un nuovo asse viario collegato all’argine sud del torrente, la mobilità continuerà a essere frammentata e inefficiente.
Una soluzione strutturale coerente consiste nel ripristino del doppio senso di circolazione, affiancato dalla realizzazione di un nuovo asse viario mediante l’apertura del tratto finale dell’argine sud del torrente, da raccordare al tracciato urbano esistente. Questo intervento garantirebbe collegamenti diretti in tutte le direzioni, fino allo svincolo autostradale, migliorando la funzionalità complessiva e superando le criticità legate ai passaggi a livello ferroviari.
Nel nuovo assetto viario sarebbe inoltre possibile assicurare il transito dei mezzi di trasporto pubblico, attraverso il completamento della rotatoria posta all’estremità sud del Parco, in prossimità della spiaggia della “Sorgente”.

Sicurezza: emergenze ignorate e degrado quotidiano
Il tema della sicurezza è forse il più grave. Il Parco Lineare Sud è privo di un Piano di Evacuazione e di vie di esodo adeguate, in un territorio ad alta sismicità e soggetto a mareggiate. In caso di terremoti, incendi o alluvioni, l’assenza di pianificazione rappresenta un rischio inaccettabile.
Accanto alla sicurezza “strutturale” si colloca quella sociale, compromessa da atti vandalici, occupazioni abusive, corse automobilistiche notturne e totale assenza di controlli. Gli episodi che hanno colpito l’ex Capannina e il circolo dei pescatori raccontano di uno spazio pubblico lasciato senza presidio. Illuminazione carente, manutenzione discontinua e scarsa presenza istituzionale alimentano un diffuso senso di insicurezza che allontana cittadini e famiglie.
Fruibilità e balneabilità: un’occasione sprecata
Un parco vive solo se è frequentato. Oggi il Parco Lineare Sud non offre spazi realmente attrezzati né una distribuzione equilibrata delle funzioni. A questo si aggiunge il problema, mai risolto, della balneabilità.
Scarichi fognari obsoleti, impianti sottodimensionati e la mancata attuazione del Piano Spiaggia compromettono la qualità delle acque, con frequenti divieti di balneazione proprio nei mesi estivi. Una situazione che danneggia la salute pubblica, l’immagine della città e ogni prospettiva di sviluppo turistico. Senza interventi strutturali sulle reti fognarie e sulla gestione delle acque, qualsiasi progetto di valorizzazione resta inevitabilmente incompleto.
Decoro e riqualificazione: il fronte mare dimenticato
Il degrado è evidente lungo l’intera promenade: aree verdi abbandonate, spazi pubblici trascurati, edilizia spontanea che frammenta il fronte urbano e interrompe il rapporto con il mare. Il decoro non è una questione puramente estetica, ma un indicatore della capacità di governo del territorio.
È necessaria una strategia di riqualificazione edilizia in grado di ricucire il tessuto urbano, valorizzare le preesistenze di qualità e restituire continuità architettonica al lungomare sud. Legalità, qualità progettuale e inclusione sociale devono procedere insieme.
Identità: un luogo senza nome non è un luogo
Prima ancora delle opere, il Parco Lineare Sud ha bisogno di un’identità. Quest’area è legata alle origini di Rhegion, al corso storico del Calopinace, alla Torre Lupo. Eppure, questo patrimonio resta ai margini del racconto urbano.
Anche il nome “Parco Lineare Sud” è emblematico: un termine neutro, tecnico, anonimo. Restituire identità significa riconoscere il valore storico e culturale dei luoghi, evitare una città divisa in zone di serie A e di serie B, e scegliere parole capaci di generare appartenenza.
Il Parco Lineare Sud ha bisogno di un cambio di passo netto. Non bastano annunci, lotti progettuali scollegati o opere simboliche. Serve una strategia integrata di rigenerazione urbana, costruita attraverso pianificazione seria, ascolto dei residenti e assunzione di responsabilità politica.
Anche l’eventuale intitolazione del Parco dovrebbe nascere da un percorso pubblico e condiviso, lontano da logiche di consenso immediato, privilegiando figure legate alla storia greca di Reggio Calabria.
Solo una pianificazione coerente, partecipata e consapevole può trasformare il Parco Lineare Sud da opera incompiuta a vera infrastruttura urbana e culturale, capace di generare valore sociale, ambientale ed economico per l’intera città.
