Ponte sullo Stretto, l'ad Ciucci: "Avviare i lavori in estate". Salvini: "Opera indagata prima di iniziare"

"Stiamo costruendo un’opera che ci proietterà verso l’Africa e darà beneficio non solo all’Italia ma a tutta l’Europa", assicura il viceministro Rixi

Ponte sullo Stretto, avanti tutta. Si punta “al massimo del risultato e il massimo che si può fare è arrivare entro giugno al Cipes e avviare i lavori in estate”.Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, a margine della scuola politica della Lega.

“Stiamo trasmettendo la documentazione appena approvata, il 15 febbraio, dal cda ai ministeri competenti per la conferenza dei servizi e per le valutazioni di impatto ambientale”. Considerata la complessità del progetto e i tempi necessari, Ciucci ha definito possibile avviare “in estate le prime attività sul territorio”.


“Noi operiamo in massima trasparenza. Il progetto è stato approvato il 15 febbraio. Prima dell’approvazione non era un progetto definito e non poteva essere pubblicato. In questi giorni tutta la progettazione diventa pubblica con la trasmissione” dei documenti “ai tutti ministeri, Regioni e enti locali competenti per la valutazione in conferenza dei servizi e la valutazione di impatto di impatto ambientale. Tutto il progetto sarà trasparente e a disposizione di tutti”, ha concluso l’ad Ciucci.

Chi crede fortemente nella realizzazione dell’opera è la Lega, a partire dal vice premier Matteo Salvini.

Il Ponte sullo Stretto “è un’opera pubblica con un unicum: è indagata ancor prima di cominciare”. Lo ha detto il leader della Lega alla scuola politica della Lega. Salvini ha puntato il dito contro la cultura dei no e in particolare contro la Cgil che “dice no a un’opera pubblica che creerà 120mila buste paga nei prossimi anni. Meglio dire di no, che magari qualche operaio lavora e non rinnova la tessera…”, ha aggiunto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti.

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Ottimista riguardo l’esito e certo della rilevanza internazionale dell’opera è il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, che si è soffermato con con MF-Milano Finanza a margine dei lavori del Forum in Masseria – Winter Edition, organizzato da Bruno Vespa a Saturnia,

“Il ponte si farà, l’indagine è frutto di una mossa politica, e peraltro sarebbe spettata al Tribunale dei ministri. Stiamo costruendo un’opera che ci proietterà verso l’Africa e darà beneficio non solo all’Italia ma a tutta l’Europa: questa è la verità.

Abbiamo ripreso un progetto già pronto, con tutti gli studi di fattibilità e gli rilievi già pronti: abbiamo trovato stanze piene di faldoni perché all’epoca si faceva ancora tutto su carta. Non potevamo fare altro che riaffidare il progetto a Salini”.

Rixi ha spiegato i motivi che hanno portato a riavviare un progetto già pronto: “Se avessimo fatto diversamente, avremmo dovuto spendere 1,5-2 miliardi tra contenzioso e altre spese sulle quali peraltro la Corte dei Conti ci avrebbe sicuramente chiesto chiarimenti”.

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