Porto di Gioia Tauro, Vecchio: 'Bene ammodernamento, ora si intervenga sulla Zes'

Il presidente di Confindustria Reggio Calabria accoglie positivamente le novità sul porto di Gioia Tauro, ma invita le istituzioni a non dimenticare le criticità ancora presente

"Le novità del porto di Gioia Tauro vanno accolte positivamente. La prossima operatività h24 e il rafforzamento della dotazione di mezzi della port authority sono fatti sicuramente apprezzabili che segnalano uno sforzo della governance pubblica di mantenere il passo della nuova società terminalista. Quest’ultima ha introdotto livelli di efficienza produttiva e ha compiuto investimenti strutturali dinanzi ai quali era impensabile non rispondere, da parte dello Stato, con atti di ammodernamento necessari e, sia concesso, dovuti a Til-Msc, agli imprenditori attivi nel porto, ma soprattutto ai lavoratori". 

È quanto afferma il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Domenico Vecchio, in relazione all'importante svolta per il porto di Gioia Tauro dettata dall'acquisizione di nuove tecnologie in grado di garantire la piena operatività anche nelle ore notturne, consentendo l'accesso alle navi mega container lunghe fino a 400 metri.

"Oltre a prendere atto di questo passo avanti, tuttavia, - aggiunge il presidente degli Industriali reggini - abbiamo il dovere di mettere in evidenza le criticità ancora presenti e destinate ad aggravarsi per effetto della crisi dei traffici globali causata dall’emergenza coronavirus. Come correttamente evidenziato dal commissario Agostinelli, l’aumento delle ore di operatività del porto dovrebbe consentire di attutire la contrazione dei traffici provenienti dal Far East, l’area produttiva più colpita dall’emergenza sanitaria che ha pressoché messo in ginocchio i distretti produttivi cinesi, vera e propria ‘fabbrica del mondo’. Noi imprenditori siamo molto preoccupati e riteniamo che il governo nazionale debba tornare a intervenire per arginare gli effetti potenzialmente recessivi della congiuntura in atto".

Il presidente Vecchio evidenzia:

"Con la Zes ancora al palo, bisogna assumere provvedimenti in linea con l’eccezionalità della situazione per allargare le misure di sostegno fiscale all’economia legata ai porti di transhipment e a tutte le aree destinate al nuovo regime speciale che, in Calabria, abbraccia diverse province. Auspichiamo in tal senso un intervento dei nostri rappresentanti in Parlamento perché uno dei settori più immediatamente e gravemente colpiti dalla crisi sarà proprio la portualità. Chiediamo ancora una sollecita definizione della governance delle Zes così come riteniamo i tempi siano più che maturi per il ritorno a una gestione ordinaria dell’Autorità portuale.

Sollecitiamo - prosegue il presidente dell’associazione di via del Torrione - un intervento risolutivo per il gateway ferroviario che, fermo restando il rispetto delle procedure amministrative e della legalità, non può restare inattivo. Chiediamo infine alla presidente Santelli, - conclude Vecchio - in linea con il Documento programmatico già presentato da Unindustria Calabria con una visione di prospettiva sul futuro della nostra regione, di attribuire priorità, nell’azione del governo regionale, al rilancio delle aree industriali con una gestione finalmente manageriale. È urgente porre fine alla disastrosa esperienza dei Corap che oltre ad aver bruciato decine di milioni di risorse pubbliche hanno finito per ostacolare ogni processo di industrializzazione che imprenditori onesti e di buona volontà hanno tentato di mettere in atto in questa regione".