Processo Miramare, le motivazioni: 'Falcomatà dominus. Con Zagarella legame molto stretto'

Falcomatà ha assunto la regia dell'intera vicenda e il Sottoscala era un velo che copriva il reale beneficiario dell'operazione

Sono state depositate le motivazioni della sentenza Miramare che ha portato alla condanna del sindaco Giuseppe Falcomatà e buona parte della sua prima Giunta, ritenuti colpevoli del reato di abuso di ufficio.

Come noto, il 19 novembre 2021, Giuseppe Falcomatà è stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione. Gli altri imputati Giovanna Acquaviva, Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone, Maria Luisa Spanò, Paolo Zagarella e Antonino Zimbalatti sono stati condannati invece ad un anno di reclusione.

Le 174 pagine delle motivazioni della sentenza raccontano ogni dettaglio del processo e le responsabilità appaiono ben chiare secondo il Tribunale ed il presidente del collegio Fabio Lauria.

Anche se, come riporta il documento,

"non è emersa con nitore la dinamica dei fatti accaduti il giorno della seduta di Giunta del 16 luglio 2015. Se, come si è detto, non può essere ritenuta attendibile la teste Marcianò, unica accusatrice degli odierni imputati rispetto al delitto di falso, d’altro canto anche le versioni rese dagli imputati nel corso degli esami e degli interrogatori non è apparsa pienamente convincente".

Alcune sfumature dunque non sono ancora ben chiare anche se netta e ben individuabile risulta la responsabilità del sindaco, oggi sospeso, Giuseppe Falcomatà.

Discussa durante l'intero processo la delibera n.101 del 16 luglio 2015 con cui si affidò all'associazione Il Sottoscala,  l'Hotel Miramare, 'gioiello di famiglia', così come nominato dagli stessi imputati nelle numerose dichiarazioni rese, il cui presidente diventò dopo la delibera tale Paolo Zagarella (ritenuto amico di Falcomatà).

Nelle motivazioni, quanto al rapporto tra lo Zagarella e il primo cittadino, si legge:

'il rapporto tra Zagarella e il sindaco è da ritenere, in disparte questioni terminologiche, che rischiano di essere sterili e prive di valenza dimostrativa e probatoria, sui dati di fatto che connotano il rapporto in esame, senza ombra di dubbio, nei termini di un legame molto stretto. Il rapporto tra i due era alquanto intenso".

Il trattamento sanzionatorio riservato al sindaco è inoltre stato come noto più pesante rispetto a quello degli altri imputati.

Questo perchè il Tribunale ha ritenuto che,

"Falcomatà fosse meritevole di una sanzione più elevata rispetto ai correi, perchè ha avuto un ruolo di sostanziale dominus dell'intera vicenda, essendo lui amico dello Zagarella ed avendo assunto per tali ragione la regia dell'intera operazione. Tali considerazioni rendono anche maggiormente intenso il dolo che ha connotato la relativa condotta".