Reddito di merito, Occhiuto punta ad ampliare la platea. Zimbalatti: ‘Così si aiutano i giovani a ‘restare”
“Mi auguro che il Consiglio regionale accolga questa proposta di rilanciare e potenziare questa misura" le parole del rettore dell'Università Mediterranea
31 Marzo 2026 - 16:41 | di Redazione

Il reddito di merito voluto dal Presidente Occhiuto potrebbe presto allargare la propria platea. È questa la novità emersa nel corso dell’ultimo consiglio regionale attorno alla misura annunciata in campagna elettorale dal Governatore, pensata per sostenere i giovani che scelgono di proseguire il proprio percorso di studi nelle università calabresi.
L’ipotesi di un ampliamento, che andrebbe oltre la platea inizialmente prevista, ovvero quella dei neodiplomati-, viene accolta con favore dal rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, che, ai microfoni di CityNow, ha sottolineato il valore strategico di uno strumento capace di rendere più attrattivo il sistema universitario calabrese e, allo stesso tempo, di frenare la partenza di tanti studenti verso altre regioni.
“Mi auguro che il Consiglio regionale accolga questa proposta di rilanciare e potenziare questa misura sul reddito di merito – ha detto il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria – in quanto potrebbe far aumentare l’attrattività del territorio attraverso l’immatricolazione nelle università calabresi e attraverso l’impegno accademico”.
Non solo matricole, ma anche studenti che hanno già avviato il loro percorso universitario. Un passaggio che, nelle intenzioni della Regione, servirebbe a rafforzare ulteriormente il legame tra sostegno economico, merito e permanenza sul territorio.
“Da quello che sembra verranno premiati giovani meritevoli e quindi una misura da accogliere molto favorevolmente assieme alla revisione della legge regionale sui diritti degli studi”, aggiunge Zimbalatti.
Nel ragionamento del rettore c’è poi un punto centrale: il reddito di merito non rappresenta solo un aiuto economico, ma anche una leva concreta per trattenere in Calabria competenze, energie e futuro.
“È un modo per trattenere il più possibile i giovani nella nostra città e nella nostra regione, che altrimenti o non studierebbero o lo farebbero altrove, con aggravi economici importanti per le famiglie che non sempre sono sostenibili facilmente”.
Nel dettaglio, la misura prevede 500 euro al mese come incentivo destinato agli studenti calabresi che decidono di iscriversi in una delle università calabresi. Il beneficio è legato però al rendimento: per mantenerlo, gli studenti dovranno conservare una media del 27. Una scelta che punta apertamente a premiare il merito e a sostenere chi investe nella propria formazione restando nella regione.
