Ultimo giorno di campagna elettorale prima del voto. La lunga corsa verso il referendum sulla riforma della giustizia sta per finire. Adesso la ‘parola’ spetta agli italiani che, in queste ultime settimane, hanno ricevuto una serie infinita di informazioni da parte di politici, magistrati, avvocati, giuristi e finanche artisti.
Ognuno ha provato a influenzare la scelta di voto con slogan, accuse e interpretazioni delle norme.
Nel corso dell’ultima puntata di Live Break, al fine di fornire informazioni nel merito ai nostri lettori, fuori da ogni forma di polemica politica, si è tenuto un confronto tra due magistrati del nostro territorio. Da un lato il dott. Federico Moleti, sostituto procuratore di Palmi ha espresso le ragioni del SI. Dall’altro, il dott. Davide Lucisano, ha espresso le ragioni per il NO.
“Oggi, la carriera del magistrato e del PM è unica come previsto nel 1941 dal ministro Grandi che prevedeva l’unicità delle carriere. L’organi di autogoverno della magistratura inoltre è unico per PM e giudici. Perchè cambiare? Perchè a mio avviso occorre attuare il disegno del ministro Vassalli che affermava nel 1987 “senza la separazione delle carriere il mio codice non funzionerà mai”.
Queste le parole del dott. Moleti che ha spiegato, a suo avviso, il perchè è necessario attuare la riforma sulla Giustizia e perchè non ci sarà un controllo della magistratura sul Governo.
“Se vi fosse anche una minima possibilità che si crei un controllo della magistratura da parte della politica sarei tra i contrari tuttavia sono tra i favorevoli perchè oltre all’affermazione di principio di indipendenza del PM e del Giudice è importante notare che l’art. 104 della Costituzione prevede la seguente proporzione tra membri laici e membri togati in seno ai due Csm previsti: 66% membri togati e 33% membri laici così come in seno all’Alta Corte disciplinare: 60% membri togati, 20%, membri laici nominati dal Capo dello Stato e 20% nominati dal Parlamento. Queste percentuali rendono semplicemente ‘fantascienza‘ la possibilità che la politica controlli i CSM o l’Alta Corte”.
Secondo il dott. Moleti dunque i membri designati in via indiretta dal Parlamento tramite il sorteggio sono una minoranza che hanno una finalità di temperamento.
Ma quali sono i vantaggi per i cittadini e cosa cambia il giorno dopo se dovesse vincere il si?
“Vi sono delle conseguenze immediate e conseguenze che si vedranno nel giro di anni o decadi. Si avrà subito un giudice terzo e imparziale nel processo ovvero un giudice la cui carriera non è influenzata dai PM e viceversa. Quanto alle conseguenze mediate vi sarà credo un cambiamento negli anni nella mentalità del PM, nel senso che vi sarà una figura più pronta alla negoziazione e questo aiuterebbe la velocità dei processi perchè il rito accusatorio è destinato al fallimento se i riti come il patteggiamento costituiscono una eccezione e non la regola”.
Tra le questioni più discusse la scelta del sorteggio per gli organi di autogoverno.
“Il CSM non è un organo rappresentativo ma un organo di alta amministrazione. I suoi atti sono impugnabili infatti davanti al giudice amministrativo. La finalità del sorteggio è quella di curare i mali del correntismo che hanno costituito una storia di lottizzazioni di circa 60 anni. Il sorteggio ha come finalità quella di evitare che colui il quale è deputato a decidere sulle promozioni e i trasferimenti non sia una persona eletta da quello che è destinatario di tali promozioni e trasferimenti. In una parola, indipendenza. Il sorteggio è una medicina rispetto a una debolezza strutturale”.
E sulle correnti il dott. Moleti ha spiegato:
“Le correnti sono formazioni sociali tutelate dall’art. 2 della Costituzione. Qualunque idea che voglia sopprimere le correnti sarebbe totalmente incostituzionale. Il sorteggio mira a eliminare non le correnti ma il monopolio delle correnti. Non è giusto che il controllato non elegga il controllore”.
Sull’Alta Corte disciplinare il dott. Moleti non ha dubbi:
“Si tratta di una Corte nella quale dominano magistrati con 20-30 anni di esperienza in cui ha un peso non indifferente il Capo dello Stato che spesso proviene da una forza politica opposta rispetto alal maggioranza di Governo. Si tratta di un sistema che prevede due gradi di impugnazione”.
Infine un appello al voto da parte del dott. Moleti per convincere i cittadini a votare SI:
“Perchè Si? Perchè completa il modello processuale accusatorio. Perchè determinerà nomine dei ruoli apicali della magistratura molto più basate sul merito rispetto ai sistemi precedenti. Ricordiamoci che se dovesse vincere il NO il settore giustizia resterà irreformabile dal punto di vista costituzionale per i prossimi 30 anni e i cittadini si potranno scordare la piena attuazione del giusto processo”.