Incubo amaranto: la Reggina si fa umiliare dal Melfi, Zeman è in discussione
13 Novembre 2016 - 16:18 | di Pasquale Romano

di Pasquale Romano – Nessun appello. La Reggina inguardabile che frana sul campo del Melfi è una sentenza che non lascia scusanti, e sembra invece suggerire l’ipotesi di una squadra allo sbaraglio. Amaranto al quarto ko di fila ma soprattutto schiantati dall’ultima della classe, senza un Sala in giornata di grazia si sarebbe potuto assistere ad un’altra debacle simile a quella subita al Granillo contro il Matera.
Zeman sul campo del Melfi punta sul solito 4-3-3, recuperati in extremis elementi fondamentali come Botta e Coralli. La novità è in difesa, sulla corsia destra Maesano viene preferito a Cane. L’incipit sembra sorridere agli amaranto, entrati bene in partita, ma è pura illusione. Il Melfi prende quasi subito in mano il pallino del gioco, costringendo nella propria metà campo una Reggina apparsa confusa e sorpresa dall’intensità degli avversari.
MURO TRA I PALI – Nel primo tempo è Sala a far restare a galla gli amaranto, il portiere ex Ternana è decisivo in più di una circostanza. La prima chance del Melfi è con Obeng, il colpo di testa su cross dalla sinistra termina di poco a lato. Padroni di casa particolarmente incisivi sul binario mancino, l’asse Maesano-Bangu non riesce ad opporsi ai diretti avversari. Proprio dalla sinistra, al minuto 32, Defendi si accentra e lascia partire una conclusione sventata da Sala. Quattro minuti più tardi vero e proprio miracolo del portiere amaranto, che si oppone splendidamente al colpo di testa ravvicinato di Defendi su punizione dalla destra. L’ultimo brivido della prima frazione arriva dalla conclusione di Laezza, di poco alto. Reggina all’intervallo sullo 0-0. ed è una fortuna per quanto espresso dalle due squadre nei primi 45 minuti.
La ripresa si apre con il cambio forzato (complice un problema fisico) tra Maesano e Cane, finalmente arriva il primo squillo della Reggina e porta la firma di Oggiano. L’esterno offensivo si accentra e calcia a giro sul secondo palo, pronta la risposta di Gragnaniello. I padroni di casa, ultimi in classifica, hanno un solo risultato in testa, e si sbilanciano alla ricerca dei tre punti. Aumentano gli spazi, ben sfruttati da Coralli e Porcino al sessantesimo, il sinistro dell’esterno mancino trova ancora pronto il portiere del Melfi.
TSUNAMI GIALLOVERDE – Nel momento migliore della Reggina, il Melfi trova nel giro di pochi minuti un tris che è uno tsunami che sconquassa gli amaranto. Da un corner che ha trovato una difesa amaranto immobile, Laezza grazie alla decisiva deviazione di De Francesco ha superato Sala con un destro dall’interno dell’area. Il 2 a 0 che chiude di fatto i conti lo firma Gammone che dopo una respinta di Sala (su conclusione di De Vena) salta facilmente Cane e con un destro a giro imparabile manda la Reggina all’Inferno. La formazione di Zeman, in palese difficoltà fisica ed emotiva, esce dal campo e il Melfi ne approfitta. Defendi si presenta davanti a Sala, De Bode lo stende beccandosi il secondo giallo, espulsione dell’ex Messina (oggi imbarazzante) e rigore. Dal dischetto va De Vena che non sbaglia, Reggina definitivamente al tappeto e gara che si chiude con un quarto d’ora di anticipo.
‘Non mi sento in discussione, con la società parliamo di progetti futuri’, le rassicuranti dichiarazioni rilasciate ieri da Zeman che facevano da seguito alle parole di Praticò, che aveva parlato di un tecnico non in bilico anche in caso di Ko sul campo del Melfi. I novanta minuti del ‘Valerio’ obbligano a riflessioni diverse, soprattutto se allegati alle ultime tre sconfitte degli amaranto. La Reggina inquietante delle ultime settimane non è più una squadra: qualcuno (se non troverà immediate contromisure) dovrà pur risponderne.
