Reggina, non è un pesce d’Aprile. Melfi al tappeto, il Granillo esplode di gioia
01 Aprile 2017 - 16:26 | di Pasquale Romano

di Pasquale Romano – Vittoria di platino, missione compiuta. Vale molto più dei canonici tre punti il successo della Reggina sul Melfi, gli amaranto battono 2a1 i lucani e mettono una distanza importante, 5 punti, nei confronti dell’ultima posizione.
Zeman conferma il 3-5-2 e offre i galloni di titolare a Cucinotti. Gianola si sposta al centro del trio difensivo, tocca a De Vito accomodarsi in panchina. Cane e Bangu vincono i ballottaggi con Maesano e Knudsen, in attacco è Bianchimano e non Leonetti a far compagnia a Coralli.
La posta in palio è altissima: in casi simili spesso è la paura a farla da padrone, le due squadre invece decidono di affrontarsi a viso aperto sin dai primi minuti. La prima chance capita sul destro di Bianchimano: al 6′ il centravanti amaranto salta Romeo e perde l’attimo per concludere, la spericolata uscita bassa di Gragnaniello gli impedisce di calciare liberamente verso la porta.
La Reggina spinge alla ricerca del vantaggio, che trova al minuto 11. Bella manovra sull’asse Bianchimano-Bangu, apertura sulla destra per Cane il cui traversone viene respinto dalla difesa lucana, Botta raccoglie l’invito e conclude di prima intenzione, superando un incerto Gragnaniello. Piccolo dubbio sulla deviazione di Bianchimano, da capire se è avvenuta prima o dopo che la palla ha varcato interamente la linea di porta.
Il gol dà ulteriore coraggio alla Reggina, che non si accontenta e vuole il raddoppio. Ci prova Coralli con una conclusione dalla distanza a lato, al 15′ è una splendida giocata a due tra Botta e Bianchimano a portare De Francesco vicino al dischetto, rigore in movimento per il centrocampista che spara alto.
Dopo l’avvio turbo, la formazione di Zeman si prende una comprensibile pausa. Linee di difesa e centrocampo più basse, diminuisce l’aggressività e il Melfi prova a mettere in vetrina la rapidità di Gammone e De Vena. La prima occasione per gli ospiti arriva al 25′: De Giosa devia di testa su calcio d’angolo, palla sul fondo.
Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, la Reggina sale nuovamente in cattedra. Sempre l’asse di destra protagonista, con la coppia Bangu-Cane a tratti indemoniata, mentre sul versante opposto un Porcino a mezzo servizio viene cercato poco dai compagni. Al 35′ cross dalla destra di Cane per Bianchimano, il colpo di testa dell’attaccante scuola Milan si perde sopra la traversa.
La Reggina meriterebbe il raddoppio per quanto costruito, dalla teoria si arriva presto ai fatti. Su angolo calciato da De Francesco, Coralli con una sponda trova Kosnic, il difensore serbo controlla la palla prima di essere steso da Laezza. Rigore piuttosto evidente quello assegnato dal direttore di gara, dal dischetto va Coralli che non sbaglia. Raddoppio amaranto, il Granillo esplode come non si vedeva da mesi.
Tredicesimo gol in stagione per il capitano amaranto, che dedica la rete al compagno Lo, colpito in settimana dalla perdita della madre. E’ l’ultima emozione di un primo tempo giocato ottimamente dalla formazione di Zeman, che va al riposo con un doppio vantaggio meritato.
La ripresa si apre con l’ex amaranto Diana, oggi tecnico del Melfi, che inserisce Foggia e passa al 4-3-1-2, nella speranza di riaprire la gara. Al decimo gli ospiti accorciano le distanze proprio con il subentrato Foggia, che devia alle spalle di Sala su uno schema da calcio di punizione. L’inerzia adesso è in favore degli ospiti, Reggina che deve fare i conti con la paura di subire la rimonta e un calo fisico dopo il gran dispendio di energie dei primi sessanta minuti di gioco.
Zeman intuisce che è il momento di immettere forze fresche, e richiama Cucinotti e Bangu, inserendo De Vito e Romanò. Al minuto 82 Bianchimano, tra i migliori in campo, raccoglie di petto la corta respinta del Melfi e conclude potente, la palla sfiora il palo alla destra di Gragnaniello. Capitan Coralli, stremato dopo una prova più che generosa, nel finale lascia il campo a Leonetti. Pochi secondi e la Reggina spreca la possibilità di chiudere i conti. Cane va via sulla destra, sguardo in mezzo con Leonetti appostato solo a centro area, il traversone dell’ex Messina però è troppo alto, irraggiungibile.
Nel finale succede di tutto. Altra ghiotta possibilità divorata dalla Reggina all’87’: è l’eccessiva stanchezza ad ‘annebbiare’ Bianchimano, che su servizio di Leonetti spara alto da buona posizione. La beffa rischia di materializzarsi due minuti più tardi, Sala però fa buona guardia sulla deviazione aerea di Foggia. Ribaltamento di fronte, la Reggina per terza volta si divora il tris, stavolta tocca a Romanò graziare gli avversari. Granillo in apnea, è un lungo sospiro che accompagna al fischio finale. Per il Melfi l’ultima chance capita sulla testa di Laezza, deviazione aerea sopra la traversa.
Finisce 2a1, vittoria d’oro per una Reggina che per lunghi tratti di gara ha mostrato intensità, cattiveria e trame di gioco, mancando però troppe volte il colpo del ko. La migliore prestazione del 2017 arriva nel giorno più difficile, nella gara maggiormente insidiosa e ricca di tensione. E’ un ottimo biglietto da visita in vista dell’infuocato finale di stagione, a partire dai due prossimi impegni ravvicinati contro Taranto e Catanzaro. Serve continuità di prestazioni e risultati, per non sprecare quanto ottenuto oggi.
