Reggina: Adejo un ‘leone’, ma anche un professionista esemplare
Perché certi calciatori, alla fine, riescono a fare la differenza: quando c’è bisogno, ci sono, sempre
26 Gennaio 2026 - 10:24 | di Michele Favano

Daniel Adejo non è un nome nuovo per la Reggina. Classe 1989, oggi è un difensore esperto, ma quando arrivò giovanissimo al centro sportivo S. Agata, il suo ruolo era diverso: esterno destro d’attacco. Poi, la sua duttilità e la sua applicazione lo hanno portato ad arretrare, fino a diventare punto fermo della difesa. E in quel ruolo è stato capace di fare tutto.
Con gli amaranto ha avuto il privilegio di giocare in serie A e tante partite anche in B. Poi la lunga parentesi all’estero, nella massima serie greca, con Kerkyra e Lamia. Un percorso pieno, da professionista vero.
Il ritorno in D e l’obiettivo dichiarato
Adejo è tornato alla Reggina nel gennaio 2024. La squadra è in Serie D e, in quel momento, lontana dalle posizioni che contano. Lui però stringe un patto con la società e con se stesso: riportare la Reggina nel professionismo. Sei mesi con la squadra lontana dall’obiettivo per diversi motivi e una finale play off persa.
Nella passata stagione l’obiettivo sfuma per un punto. Una ferita che brucia. Ma Adejo resta e riparte. Anche se, all’inizio di questo campionato, non è tra gli attori principali. Prima Trocini e poi Torrisi fanno altre scelte. Ma sanno entrambi che in rosa c’è un uomo affidabile, sempre pronto.
Silenzio, lavoro e consigli ai compagni
Adejo non fa rumore. Si allena forte, sempre. E nel quotidiano è un riferimento per i più giovani: parla, suggerisce, sistema, guida. In partita si vede la sua natura: lotta, combatte, non molla un centimetro.
In mezzo c’è anche un problema al ginocchio che si trascina da tempo. Un fastidio che lo ha tenuto fuori dai giochi per un periodo. Ma lui non si è mai staccato dal gruppo. Ha aspettato il momento.
La chiamata di Torrisi e la risposta sul campo
Quel momento arriva nella sfida delicatissima contro la Gelbison. Rosario Girasole non è disponibile, per un intervento al dito. Torrisi chiama Adejo al centro della difesa. E lui risponde nel modo che conosce: con una prestazione piena, aggressiva, lucida.
Una prova di carattere, da giocatore “grande”. Tanto che mister Sorci definisce la sua prestazione “da leone”. E, in un campionato dove servono uomini oltre che gambe, Adejo dimostra ancora una volta perché è importante. Anche quando non parte in prima fila. Anche quando sembra ai margini.
Perché certi calciatori, alla fine, riescono a fare la differenza: quando c’è bisogno, ci sono, sempre. E Adejo, alla Reggina, lo sanno tutti.
