Reggina, è crisi vera. Terzo ko di fila con il Siracusa, il Granillo stavolta fischia


di Pasquale Romano – La Reggina è in piena crisi, i dubbi volano via al fischio finale della sfida persa al Granillo contro il Siracusa. Le sconfitte subite contro Matera e Vibonese hanno indotto Zeman a cambiare qualcosa nell’undici iniziale rispetto alle ultime uscite. Torna Kosnic dalla squalifica, in difesa sulla sinistra arretra Porcino, è Bangu (vero e proprio jolly) a fare le veci dell’esterno reggino nel tridente offensivo, assieme ai confermati Coralli e Oggiano. In mezzo al campo gli ex Inter Knudsen e Romanò affiancano l’intoccabile De Francesco.

Nel primo quarto d’ora nessuna vera emozione, la Reggina sembra voler fare la partita ma al minuto 22 viene raggiunta da una ‘coltellata’. Il Siracusa sfonda troppo facilmente sulla destra, il cross in mezzo trova Longoni che approfitta dei distratti centrali amaranto e supera un Sala non esente da colpe.

Situazione ideale per gli ospiti, la formazione siciliana trovato il vantaggio si chiude nella propria metà campo, difendendosi con ordine. Solite pecche per la Reggina, il giro palla degli amaranto è lento e scolastico, gli esterni offensivi non riescono a innescare Coralli che reclama un rigore per un intervento sospetto di Pirrello. Un Siracusa compatto e ordinato non rischia nulla sino all’intervallo, un cross basso di Oggiano dalla destra respinto e un tiro alto di Knudsen gli unici squilli in casa amaranto.

Nella ripresa gli spazi attaccabili per la Reggina si restringono ulteriormente, Zeman decide di giocarsela con l’artiglieria pesante e inserisce Bianchimano al posto di uno spento Oggiano. Sottil pesca dal mazzo la carta che sbanca il tavolo. Come accaduto nel primo tempo, è il minuto 22 a mutare il destino della gara: Valente, entrato nella ripresa, si infila come un coltello nel burro tra Kosnic e Cane prima di superare Sala. Il raddoppio chiude di fatto la partita, anche perché dopo pochi secondi Gianola viene espulso (rosso diretto) per un duro intervento su Catania.

Zeman inserisce Cucinotti al posto di Romanò e risistema i suoi con il 4-3-2, Knudsen (tra i più positivi in casa amaranto) prova a riaprire i giochi ma il suo destro si perde alto sopra la traversa. Il finale scivola via senza nessun’altra emozione se non per Sottil, il tecnico del Siracusa infatti vede i suoi sprecare diverse occasioni per il 3a0.

Reggina meritatamente sconfitta per la terza volta consecutiva, l’involuzione è preoccupante anche perchè coinvolge tutti gli aspetti, tecnici, tattici e fisici. Meno brillanti rispetto all’avvio di stagione, gli amaranto non hanno più quella solidità difensiva e non riescono a pungere nella metà campo avversaria. La classifica, impietosa, vede Coralli e compagni al quart’ultimo posto assieme al Taranto e il Siracusa uscito vittorioso dal Granillo. Stadio che stavolta, per la prima volta in questa stagione, si abbandona ai fischi. Due settimane fa, al fischio d’inizio della gara con il Matera, nessuno l’avrebbe immaginato…

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