Reggina, l’ex Taibi: il famoso patto, Lotito, le rivali degli amaranto e gli attaccanti
Il ricordo di quel play off... senza società. Poi su Luca Gallo...
03 Agosto 2026 - 09:38 | Redazione

Lo abbiamo intervistato come CityNow qualche giorno addietro per avere maggiori informazioni sul centrocampista Simone Franchini, torna a vestire la maglia della Reggina, dopo averla indossata nella stagione 2018-19, portato a Reggio Calabria dal Ds Taibi. Il direttore ha parlato oggi a Gazzetta del Sud, partendo da quel patto stretto con Filippo Inzaghi dopo quella maledetta estate del 2023: “È un patto che abbiamo sottoscritto con Pippo Inzaghi. Andammo via a malincuore per le note vicende. Prima o poi saremo di nuovo al Sant’Agata, ne sono convinto. Non è ancora il momento, ma le promesse vanno mantenute.
Lotito è un imprenditore di alto livello che rilancerà la Reggina. Ha scelto poi un collaboratore come Romairone, che conosco bene. È un grande direttore sportivo e l’ha già dimostrato portando 11 volti nuovi. La piazza è finita in mani sicure.
Nissa, Trapani e Athletic Palermo saranno le principali rivali. La squadra di Marchionni partirà comunque in pole position, anche se non è scontato che vinca. Il campionato di D è complicato: quando sbagli due gare rischi di uscire fuori strada. A differenza della Lega Pro, infatti, non c’è il salvagente dei playoff.
Marchionni è il profilo giusto? È un allenatore importante che avevo tentato di portare a Pistoia. C’era stato un contatto, poi si è liberato Bisoli e ho chiuso con lui”.
Lotito e i successi nel calcio
“La storia parla per Lotito. Prese una Lazio indebitata e l’ha portata fuori dal tunnel, alzando trofei e qualificandola più volte in Champions. Un percorso virtuoso l’ha compiuto anche a Salerno. Dalla serie D, passando per la Seconda Divisione, ha riportato la Salernitana in A. Spero possa ripetersi anche a Reggio”.
Gli attaccanti
“Gli attaccanti vanno inseriti in organico. Se hai due centravanti di un certo peso diventa semplice conquistare i tre punti. In categorie come queste è indispensabile avere il classico bomber in grado di salire in doppia cifra”.
Quel play off senza società
“Ci lasciarono soli. Nessun dirigente venne a Bolzano. Se a gennaio non ci fossero stati problemi economici e mi avessero messo nelle condizioni di prendere due innesti di spessore, saremmo an- dati in A. Purtroppo, negli anni a Reggio ho convissuto con proprietà poco solide. Forse solo con Gallo ho avuto alle spalle una dirigenza forte, poi penalizzata dal Covid. Senza la pandemia, saremmo arrivati lontano”.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
