Reggina, Torrisi a tutto campo: l’arrivo, i tifosi, la vecchia guardia, la società

"Chiamarsi Reggina è un onore ma diventa un handicap. Qui c'è gente con una regginità forte, ho visto calciatori piangere"

Torrisi

Intervista al tecnico Alfio Torrisi sui canali ufficiali del club amaranto Gs Channel: “Quando sono arrivato la situazione non era delle migliori, la Reggina si trovava in piena zona play out. Sapevo che per qualsiasi allenatore quella non rappresentava lo scenario ideale, perchè l’ambiente era ostile, la classifica non sorrideva. Ho fatto quel post per autocaricarmi (“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e le tempeste terribili, ma non hanno mai considerato quei pericoli ragioni sufficienti per rimanere a terra“), consapevole che il compito era difficile, ma anche convinto che se ne sarebbe potuti uscire, perchè in squadra c’era tanta qualità e una società che l’aveva costruita che doveva essere forte. Queste componenti mi hanno dato la spinta per affrontare la situazione e poi se ti chiama la Reggina qualunque sia la condizione, non si può rifiutare, mai. Quando si ha la fortuna e l’onore di essere chiamati dalla Reggina, bisogna obbligatoriamente rispondere presente.

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Il mio messaggio appena arrivato era anche diretto agli avversari. Nonostante la situazione di classifica, volevo far sapere che comunque c’eravamo, non sarei venuto a pettinare le bambole, un atto di forza per comunicare che ci avremmo provato fino in fondo. Come ho anche detto che senza la spinta dei tifosi non avrebbe mai vinto e se fosse rimasto quel clima, non lo avremmo fatto. Non può essere un caso che da quando hanno ripreso a tifare la Reggina ha iniziato a vincere.

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Penso che la squadra adesso abbia imboccato la strada giusta, ma ci sono tante partite ancora e non possiamo abbassare la guardia. Chiamarsi Reggina è un onore ma diventa un handicap quando scendi in campo, perchè tutti ti vogliono battere, fare bella e giocano con un altro piglio. In Italia la Reggina è tra i club più prestigiosi. La crescita è merito di tutti, in primis della società. Il Dt Bonanno ha sempre lavorato in silenzio e ha subìto fortemente il periodo in cui i risultati non arrivavano, il DG Praticò, il patron che muove le fila e non ci fa mancare mai nulla. La società fa sempre la differenza, senza una società forte non si vince e qui queste componenti ci sono.

E poi ho trovato una squadra disponibile al lavoro, di qualità e di grande spessore intellettuale. I vari Barillà, Porcino, Salandria, Laaribi, Ragusa, Girasole, tutta la vecchia guardia. Hanno la regginità nel sangue, questi non dormono per la Reggina. Ho visto gente con le lacrime dopo il pareggio con l’Acireale.