di Laura Maria Tavella – Nato a Reggio Calabria il 6 giugno 1956, Domenico Minniti, detto Marco, è il nuovo ministro dell’Interno del governo di Paolo Gentiloni, al suo primo incarico da ministro.
Laureato in Filosofia, nel 1994 è stato nominato Responsabile del Dipartimento problemi del partito e membro della segreteria nazionale del Pds, di cui nel 1996 diviene coordinatore e Segretario organizzativo nel ’98.
Dal novembre 2001 al maggio 2006 ha diretto il Dipartimento sicurezza e difesa della direzione dei Ds.
Presidente e animatore della Fondazione Icsa, Intelligence culture and strategic analysis dal 2009 al 2013, Minniti è stato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nei governi D’Alema I e II, sottosegretario al Ministero della Difesa nel governo Amato II e viceministro dell’Interno nel governo Prodi II.
Dopo una serie di ruoli all’interno del partito (diventato nel frattempo Pd), nel 2013 Enrico Letta lo nomina sottosegretario con delega ai servizi segreti, e l’incarico viene poi confermato anche nel successivo governo Renzi.
Quest’incarico sarà molto delicato: il ministro degli Interni, infatti, si occupa in prima linea delle due emergenze attuali del Paese: quella degli sbarchi continui di immigrati (oltre 175mila da gennaio 2016) e l’allerta terrorismo fondamentalista, di cui il neo ministro si occupava già in precedenza come sottosegretario con delega ai servizi segreti.
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