Attacchi alla sua attività, lo sfogo di un imprenditore reggino: “Voglio andare via di qua”

Ambulanze e negozi incendiati, necrologi strappati e cartucce nella buca delle lettere. "Voi al posto mio cosa fareste?". Di seguito l'appello di Giuseppe Triolo alle istituzioni


“Ho voglia di andar via da qua. Chi potrebbe mai lavorare in queste condizioni?”.

Inizia così il lungo post sui social dell’imprenditore reggino Giuseppe Triolo dell’omonima ditta di onoranze funebri.

“Chi potrebbe mai lavorare in queste condizioni? Negli ultimi 10 mesi un’escalation di danneggiamenti presso la mia ditta mi stanno facendo meditare di chiudere e andare altrove, abbiamo cercato sempre di operare in favore delle famiglie, abbiamo cercato sempre con non pochi sforzi di andare avanti… nonostante la libera iniziativa, a Reggio Calabria, è limitata dalla presenza massiccia di criminali all’interno del tessuto commerciale in particolar modo nel settore funebre.

Fino a che esisteranno ditte in apparenza <pulite> ma poi fatte da pregiudicati, peraltro di gravi reati, certe cose non smetteranno di esistere”.

L’imprenditore reggino racconta su facebook la faticosa esperienza di chi vorrebbe lavorare in pace e, invece, si trova sempre i bastoni fra le ruote.

“Vedete al mondo ci sono pregiudicati che davvero hanno deciso di mettersi la testa a posto, penso e spero sia così, e lavorare onestamente senza imporre nulla alla gente… ma contemporaneamente qui a Reggio Calabria ci sono quelli che me**e erano e me**e rimangono a prescindere e che con il tessuto commerciale non dovrebbero proprio aver nulla a che fare!

Mi appello alla Prefettura di Reggio Calabria, alla Procura della Repubblica nella persona del Dott. Bombardieri, alle forze dell’ordine, al Sindaco Giuseppe Falcomatà e non per ultimo ai cittadini della nostra Reggio Splendida ai quali voglio dire di ponderare bene la scelta della ditta a cui si affidano, di fare ricerche anche su internet sui titolari per vedere a chi realmente ci si affida”.

Triolo conclude:

“A dicembre 2018 hanno dato alle fiamme un’ambulanza nostra, qualche anno fa ci hanno dato fuoco al negozio, una bomba ce ne distrusse un altro, … e poi delle cartucce nella buca delle lettere … necrologi strappati dalle bacheche … e per finire oggi l’impianto pubblicitario di via Petrara strappato in totale e vanificata un’altra nostra iniziativa … ditemi Voi se al posto mio stareste ancora qui?”.

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