Brogli elettorali a Reggio, udienza al Consiglio di Stato

Tre gli scenari possibili. I reggini torneranno alle urne?

Si terrà domani, martedi 26 ottobre, a Roma presso il Consiglio di Stato l'udienza relativa ai brogli elettorali registratisi alle scorse elezioni comunali di Reggio Calabria. Lo scorso 10 giugno, dopo un'attesa durata più delle 24 ore previste rispetto in un primo momento, è arrivata la sentenza del Tar in relazione al ricorso presentato dal movimento Nuova Italia Unita sui brogli elettorali verificatisi alle ultime comunali reggine.

"Il ricorso è manifestamente inammissibile per i profili che di seguito si andranno ad esaminare", si leggeva nella sentenza della sezione staccata. Da capire se già nella giornata di comani arriverà la decisione del Consiglio di Stato, o se il verdetto verrà rinviato a nuova data.

Secondo quanto si apprende, sono sostanzialmente tre gli scenari derivanti dalla decisione del Consiglio di Stato. Il primo prevede un remake di quanto disposto dal Tar, ovvero una sentenza che non entra nel merito ma si limita a considerare inammissibile il ricorso per la presentazione avvenuta oltre i tempi previsti. Gli altri due scenari vedrebbero invece i reggini tornare alle urne.

Nel primo caso, così' come accaduto a Lamezia, tornerebbero alle urne soltanto gli elettori delle sezioni coinvolte. Questo tipo di scenario però potrebbe portare a delle ripercussioni sostanziali considerato che, oltre al primo turno nelle sezioni incriminate, si dovrebbe rivotare anche al turno di ballottaggio, che dodici mesi fa vide Falcomatà guadagnarsi la rielezione ai danni di Antonino Minicuci.

La terza ipotesi, la meno probabile per quanto emerso sino a oggi, vedrebbe il Consiglio di Stato disporre lo scioglimento dell'amministrazione comunale, con l'invio dei commissari sino a nuove elezioni.