Riapre a Reggio Griso-Laboccetta, la più antica area sacra della città

Il santuario è l’unica area sacra della città greca di cui resta testimonianza tangibile

Si arricchisce il programma degli eventi previsti per le Giornate Europee dell'Archeologia 17-18-19 Giugno a Reggio Calabria. Grazie al lavoro di squadra effettuato tra la Città Metropolitana e la Soprintendenza sono stati conclusi per tempo tutti gli adempimenti burocratici per l'assegnazione e la consegna dell'area archeologica Griso-Laboccetta all'associazione Ulysses, selezionata dopo l'avviso pubblico di Dicembre.

Grazie a tale sforzo congiunto, sarà pertanto visitabile in anteprima Domenica 19 dalle ore 18:30 alle 21:30 la più antica area sacra della città e, in forma gratuita, saranno gli archeologi della stessa associazione ad illustrare il sito archeologico.

Dai prossimi giorni l’area sarà dotata di supporti didattici e continuerà a vivere; secondo un ricco programma estivo di iniziative culturali che si svolgeranno all'interno per valorizzare al meglio il patrimonio archeologico reggino. Saranno anche curati itinerari dell’intero patrimonio archeologico cittadino in collaborazione con l’Amministrazione cittadina e con i Musei e i luoghi della cultura.

Il santuario denominato “Griso Laboccetta” è l’unica area sacra della città greca di cui resta testimonianza tangibile. La denominazione deriva dal nome del proprietario del fondo in cui furono individuati i resti nel 1845 e poi nel 1883. Sin dalle prime scoperte, grazie al rinvenimento di una gran quantità di materiale votivo in stipi, si comprese che doveva trattarsi di un’area sacra; la tipologia degli ex voto suggerì di attribuire il santuario ad una divinità femminile, identificabile con la dea Demetra e/o la figlia Kore.

Il materiale più antico qui rinvenuto fa risalire la nascita dell’area sacra alla seconda metà del VII sec. a.C. Il rinvenimento di numerose terrecotte architettoniche policrome consente di ipotizzare la presenza di diversi edifici di culto attribuibili al VI-V sec. a.C., non grandi, e variamente articolati.

Tra il materiale rinvenuto spicca la lastra in terracotta policroma raffigurante in rilievo due figure femminili, realizzata intorno al 520-500 a.C., vero e proprio capolavoro delle manifatture reggine. Le due fanciulle sono in movimento verso destra, con le ginocchia piegate e si appoggiano reciprocamente la mano sulla spalla Il reperto, modellato in argilla e policromo, è da interpretarsi probabilmente come la parte architettonica di un edificio o come il rivestimento di un altare. Costituisce oggi uno dei pezzi più interessanti delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Orario di apertura dal 4 luglio

lunedi mercoledi venerdi 9,30-12.30; pomeriggio per appuntamento gruppi di min.15 persone

martedi giovedi sabato, mattina e pomeriggio su appuntamento per gruppi minimo di 15 persone
biglietto di ingresso € 2.00 ridotto €1,00 gratuità secondo norme Min Cultura

Info e prenotazioni per visite di gruppi e proposte eventi