Reggio, il csx esulta ma perde 10 mila elettori. La vera ‘Battaglia’ sarà a maggio…

Da Falcomatà a Battaglia, il passaggio di consegne nel centrosinistra reggino si è finalmente consumato. Alle prossime comunali il test della verità per una coalizione che dopo 12 anni mostra qualche tensione...

falcomata battaglia

Le primarie del centrosinistra reggino, appena andate in archivio con la vittoria di Mimmo Battaglia, sono state descritte da tutti i protagonisti della coalizione come una grande festa democratica, con un’ampia partecipazione della città.

Si perde il conto delle dichiarazioni, tutte entusiaste, rispetto alla quantità di reggini che si sono recati nelle 15 sedi domenica scorsa. Tuttavia, i numeri dicono che si tratta di una mezza verità…o mezza bugia se si preferisce.

Nulla da dire sull’esercizio democratico (da elogiare) che ha permesso ai reggini di valutare e scegliere il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, meno comprensibili però le diverse prese di posizione, di giubilo, rispetto a quella che è stata la partecipazione popolare.

Nonostante l’introduzione della possibilità di voto per i sedicenni infatti, l’affluenza è stata decisamente inferiore rispetto a quella delle primarie del 2014, con ben 10.000 elettori in meno. Un dato che non può passare inosservato e che palesa difficoltà sulla capacità di mobilitazione del centrosinistra, specialmente in vista delle imminenti elezioni comunali di maggio.

Affluenza in calo: 10.000 voti in meno

Nel 2014, le primarie del centrosinistra a Reggio Calabria (vinte da Giuseppe Falcomatà, allora ‘enfant prodige’ del Partito Democratico) registrarono una partecipazione di oltre 16.000 persone. Quest’anno, nonostante la novità della partecipazione dei sedicenni e la speranza di un maggiore coinvolgimento, solo 6.764 cittadini si sono recati ai seggi, una cifra che rappresenta una netta diminuzione.

Sebbene non ci si aspettassero numeri eclatanti, molti si auspicavano una risposta più ampia da parte della base elettorale, che, invece, ha mostrato segnali di stanchezza o disinteresse. Nonostante il centrosinistra reggino abbia parlato di “alta partecipazione”, questi numeri raccontano una verità differente. Che va ben al di là della pioggia caduta domenica in riva allo Stretto…

La politica cambia: 2014 vs. 2026

Al giorno d’oggi, la politica (a Reggio Calabria come nel resto del paese) è radicalmente diversa rispetto a dodici anni fa. Le dinamiche sono cambiate, così come il modo di vivere la politica, nel tipo di approccio e di comunicazione.

Inoltre, la certezza di vittoria che il centrosinistra sinistro aveva nel 2014 alle successive comunali (come si è poi puntualmente verificato con il successo alle urne di Giuseppe Falcomatà) sembra non palesarsi adesso con la stessa veemenza.

Allora, con cinque candidati in campo e una quasi sicura vittoria alle elezioni comunali, le primarie erano viste come una sorta di passaggio per designare il futuro sindaco della città. Oggi, invece, la competizione si è ridotta a tre nomi, con un clima interno ed esterno al centrosinistra ben diverso: cosi la partecipazione ha fatto fatica a decollare.

Il centrosinistra non ha saputo coinvolgere oltre 6.700 elettori, una cifra che potrebbe fare riflettere sulla capacità di mobilitazione e sul radicamento delle proposte politiche nel territorio.

Giovanni Muraca, la vera sorpresa

Nonostante la vittoria di Domenico Battaglia, il vero protagonista di queste primarie è sembrato essere Giovanni Muraca. Partito in ritardo rispetto agli altri due candidati, fresco di passaggio dal Pd a Casa Riformista, Muraca è riuscito ad ottenere un consenso significativo, attestandosi al secondo posto con un risultato importante al cospetto di Battaglia che riuniva al suo fianco il principale azionista di maggioranza, il Pd, forte di 12 anni di amministrazione.

L’affluenza ridotta alle primarie non può che far riflettere sulle prospettive per il centrosinistra (e più in generale, tutta la politica reggina) in vista delle elezioni comunali di maggio. Il dato di partecipazione rimane una spia rossa, peraltro confermato da tutte le ultime tornate elettorali locali, regionali e nazionali, con ormai un elettore su due che non si reca più alle urne.

La vera ‘Battaglia’ sarà a maggio…

Con le primarie (ancor più che con la nomina a vicesindaco dei mesi scorsi), si è così consumato il passaggio di testimone all’interno del centrosinistra. Dopo ben 12 anni, l’Highlander Falcomatà ha ceduto lo scettro del centrosinistra reggino a Mimmetto Battaglia, profilo esperto, per molti versi agli antipodi rispetto all’ex sindaco.

Toccherà a lui condurre la coalizione verso quello che sarà l’atteso e infuocato appuntamento con le elezioni comunali di maggio. Il sindaco f.f. dovrà vedersela con i civici Eduardo Lamberti Castronuovo, Anna Nucera e Saverio Pazzano.

Soprattutto, la ‘Battaglia’ alle urne sarà con il candidato di centrodestra, ad oggi ancora senza volto, ma ancora per qualche giorno. Reggio Calabria si trova davanti ad un bivio, tra la continuità con il centrosinistra (sarebbe il terzo mandato consecutivo) o il cambiamento con il centrodestra.

“L’entusiasmo e la partecipazione” urlata in questi giorni da tutti gli esponenti del centrosinistra reggino dovranno fare i conti con la volontà degli elettori reggini, che (seppur purtroppo non in grosse percentuali) a maggio saranno certamente più di 6700. E i segnali che hanno accompagnato alle primarie, cosi come quelli che li hanno seguiti, raccontano di una coalizione che dopo 12 anni arriva comprensibilmente stanca, logora, con qualche tensione ad evidenziarne le rughe…