Reggio, tutti assolti gli imputati per la tragica scomparsa di Roberto Nucera

Il tecnico manutentore di Trenitalia è rimasto vittima di una fatale scarica elettrica. Il processo penale si conclude con la formula assolutoria più ampia "il fatto non sussiste"

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Si conclude con la formula assolutoria più ampia, “perché il fatto non sussiste”, il processo penale relativo alla tragica scomparsa di Roberto Nucera, il tecnico manutentore di Trenitalia S.p.A. rimasto vittima di una fatale scarica elettrica il 24 aprile 2017 presso l’Impianto di Manutenzione Corrente di Reggio Calabria.

Il Giudice Monocratico del Tribunale di Reggio Calabria, Dott.ssa Cinzia Crea, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti dei tre dipendenti di Trenitalia coinvolti nel procedimento: Francesco Calabrò (difeso dall’Avv. Andrea Alvaro), Domenico Corso (difeso dall’Avv. Francesco Calabrese) e Francesco Cotroneo (difeso dall’Avv. Giuseppe Marvelli).

La decisione giunge all’esito di un lungo e articolato dibattimento che ha visto la stessa Procura della Repubblica, nella persona del Pubblico Ministero Dott.ssa Giulia Maria Scavello, richiedere l’assoluzione degli imputati.

I fatti e il processo

L’accusa originaria ipotizzava per Corso e Calabrò il reato di omicidio colposo in cooperazione, contestando violazioni delle norme antinfortunistiche durante i lavori di manutenzione sul locomotore E464-216. A Francesco Cotroneo era invece contestato il reato di favoreggiamento personale.

Tuttavia, l’istruttoria dibattimentale e le escussioni testimoniali hanno permesso alle difese di dimostrare l’assoluta insussistenza di responsabilità in capo ai tre lavoratori. È emerso chiaramente come le condotte di Calabrò, Corso e Cotroneo non abbiano in alcun modo causato né agevolato il tragico evento.

I difensori: “Messa la parola fine ad una vicenda giudiziaria dolorosa”

I legali dei tre imputati esprimono profonda soddisfazione per l’esito del giudizio, che restituisce dignità professionale e personale a tre lavoratori che hanno dovuto affrontare il peso di un processo durato anni:

“L’assoluzione con formula piena ‘perché il fatto non sussiste’ mette la parola fine a una vicenda giudiziaria dolorosa. I nostri assistiti, pur nel profondo rispetto e nel dolore per la perdita di un collega a cui erano legati da vincoli di stima e vicinanza, sono stati finalmente sollevati da accuse che l’istruttoria ha dimostrato essere infondate. La sentenza riconosce che la morte di Roberto Nucera non è riconducibile ad alcuna condotta omissiva o commissiva dei suoi colleghi e superiori”.

Con questa sentenza, il Tribunale ha chiarito che l’evento non costituisce omicidio colposo imputabile agli odierni assolti, chiudendo definitivamente un capitolo che ha profondamente segnato la comunità lavorativa di Trenitalia a Reggio Calabria.