Reggio, cambio d'abito per la Dea Athena, questa volta in versione tricolore

Questa volta l'iniziativa è di un gruppo politico che rivendica l'azione dimostrativa

La dea Athena, posta al centro dell’Arena dello Stretto di Reggio Calabria, a difesa della città, cambia ancora abito e diventa sempre più oggetto di polemica. Dopo l’iniziativa del Comune che, in occasione della Giornata della Memoria, ha vestito la dea della saggezza con una tunica rossa, adesso tocca ad NFP Reggio Calabria, che rivendica l’azione dimostrativa di una dea versione ‘tricolore’.

Di seguito la nota inviata in redazione:

Foiba. Ci sono voluti più di 50 anni perché qualcuno trovasse il coraggio, finalmente, di pronunciare questa parola e di affacciarsi alle fessure delle cavità carsiche per ascoltare il flebile sibilo di una pagina di storia taciuta per troppo tempo. Nel 1947, con i trattati di Parigi, l’Istria e alcuni territori di confine della Venezia Giulia passavano alla Jugoslavia, ma la mattanza istriano-dalmata ad opera dei partigiani di Tito contro gli italiani era cominciata già 4 anni prima. Agli oltre 10mila italiani morti e ai più di 250mila costretti a lasciare le loro case, una legge travagliata ha restituito una dignità nel 2004 istituendo una ‘’Giornata del ricordo’’ per il 10 febbraio che i più, però, preferiscono ignorare abbandonandosi all’amnesia selettiva. Molto più facile cavalcare l’onda che più fa ideologicamente comodo, come ha fatto il sindaco Falcomatà vestendo la dea Atena con un drappo rosso in ricordo delle vittime della Shoah lo scorso 27 gennaio, che sforzarsi di ammettere che anche il comunismo ha macchiato la storia con fatti di sangue e ricordando, come doveroso che sia, le sue vittime innocenti. Per questo motivo, il 10 febbraio, la dea Atena vestirà il drappo tricolore, a memoria di tutti coloro che hanno perso la vita per il solo fatto di essere italiani, a dimostrazione che la dea Atena non debba vestire i panni della convenienza ideologica e, soprattutto, per ricordare che fare la selezione tra morti caduti per la stessa motivazione, etnica e razziale, è sintomo di scarsa onestà intellettuale e di miopia politica.

Domani pomeriggio, ore 16, ci ritroveremo nell’area archeologica Griso-Laboccetta per un momento di raccoglimento e, assieme ad un esule istriano-dalmata, deporremo una corona di fiori, qui dove la targa con inciso il nome di Norma Cossetto è posta ad imperitura memoria di tutte le vittime italiane dei rastrellamenti etnici.

Gioventù Nazionale Reggio Calabria

NFP

Comitato 10 Febbraio

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