Reggio, Coronavirus e strutture per anziani. Tre sospensioni di attività

Documenti in disordine, sovraffollamento, personale non sottoposto ai test le violazioni riscontrate. In un caso non presentata la richiesta di autorizzazione


Anche a Reggio sono in corso le attività di ispezione nelle case di riposo per anziani che in tutta Italia, e anche in Calabria, hanno fatto registrare nei giorni scorsi casi clamorosi di contagio da Covid 19, e moltissimi decessi. Nella nostra città, sono i Carabinieri del Ros ad occuparsi della verifica delle condizioni igienico sanitarie e del rispetto delle norme anche nell’ambito delle diverse ordinanze emanate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ma anche della Regione (n°20 del 27 marzo scorso).
Controlli e ispezioni di diversa natura rispetto a quelli in corso soprattutto nel centro nord ed ordinate dalla Procura. L’iniziativa del Nas Reggino negli ultimi giorni ha riguardato tre strutture in particolare, ubicate in Via Santa Lucia e in via Carrubara a Pellaro. Ed il sindaco Giuseppe Falcomatà non ha potuto far altro che decretare la sospensione delle attività in questione con tre distinte ordinanze emesse proprio nella giornata di oggi.

Nella Comunità Alloggio di via S. Lucia è stata riscontrata la presenza di 20 ospiti a fronte di un numero di nove posti per i quali la tipologia di struttura era stata autorizzata. In riferimento, invece, alle misure adottate per l’emergenza Coronavirus contenute nell’Ordinanza del Presidente della Regione Calabria n. 20, è emerso che è stato posto il divieto di accesso alla Struttura dei parenti e visitatori, e fatta richiesta al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP dei test per il Covid-19 sia per gli operatori che per gli ospiti, in attesa di riscontro. Da controlli incrociati con il Dipartimento di Prevenzione Uoc Igiene e sanità pubblica, è stata appurata l’evidente difformità rispetto alla massima capacità ricettiva per la quale la struttura è stata autorizzata, e di conseguenza è stato sospeso l’attestato di idoneità igienico sanitaria fino al ripristino delle condizioni autorizzate. In tal senso il titolare della Comunità Alloggio dovrà di provvedere al trasferimento degli undici ospiti risultati in più rispetto a quanto previsto nell’autorizzazione, presso i rispettivi familiari e/o presso adeguate strutture regolarmente autorizzate. Allo stesso tempo dovrà assumere tutti i provvedimenti urgenti ed immediati al fine di tutelare la sicurezza e l’incolumità degli utenti presenti nella struttura.

Le altre due ispezioni ad opera del Nas dei Carabinieri sono state eseguite su due Strutture ricettive per anziani insistenti sulla via Carrubara di Pellaro. Per entrambe, con ordinanza del primo cittadino, è scattata la sospensione dell’attività, ma i casi sono diversi tra loro.
Per una delle due strutture, documentalmente identificata come “Casa famiglia con ospitalità massima di sei persone a ciclo residenziale”, di fatto, si è appurato che la stessa si configura come “Comunità alloggio per anziani” avendo dato ospitalità a tredici persone, all’interno di locali non idonei per tale capacità recettiva ed in assenza dei requisiti organizzativi previsti dal Regolamento Regionale. Non è stata fornita la documentazione relativamente ai locali della cucina, ma gli anziani presenti nella struttura per fortuna non presentavano segni di maltrattamenti.

Dalle verifiche effettuate dal Nas è altresì emerso che gli operatori sanitari (che indossavano solo mascherine) non sono stati sottoposti al test per Covid-19, né è stata data una pezza giustificativa che potesse testimoniare la richiesta avanzata all’Asp. Come il personale, neanche gli ospiti sono stati sottoposti ai test, perché, ha riferito il personale presente al controllo, non hanno manifestato sintomi riconducibili alla pandemia in atto. Nonostante la sospensione dell’attività, è stata concessa, considerata l’attuale situazione sanitaria, la “facoltà d’uso della struttura per il tempo necessario alla cessata emergenza”.

Nella seconda ispezione della struttura ricettiva per anziani ubicata a Pellaro, il Nas ha riscontrato la presenza di 7 ospiti “verosimilmente autosufficienti” che non presentavano segni di maltrattamento. Tuttavia i militari dell’Arma non hanno potuto visionare alcun documento autorizzativo, apprendendo dal legale rappresentante che per l’attività, iniziata a ottobre 2019, non era stata inoltrata alcuna istanza di autorizzazione/Scia per l’apertura della stessa. Inoltre, tre ospiti sono stati sottoposti a test per il Covid-19/SARS in quanto già ricoverati per patologie non connesse al Covid–19. Anche in quest’ultimo caso il personale, che indossava le mascherine, non è stato sottoposto al test, nè è stata fatta richiesta di tamponi all’Asp. Anche in questo caso , è stata concessa, considerata l’attuale situazione sanitaria, la “facoltà d’uso della struttura per il tempo necessario alla cessata emergenza”.

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