Reggio, Impegno e identità benedice il Bilancio partecipativo ma avverte: ‘Non rimanga solo un annuncio’

Il Movimento che si ispira alla Marcianò ridimensiona la portata ‘epocale’ dello strumento e invita ad un’adeguata regolamentazione

Sul Bilancio partecipativo presentato la scorsa settimana dal sindaco Giuseppe Falcomatà e dall’assessore alle Finanze Irene Calabrò, arriva l’ok del movimento politico civico “Impegno e Identità” che si ispira alle posizioni della già candidata a sindaco Angela Marcianò.

L’apprezzamento per l’iniziativa è però condizionato. È una sorta di presa d’atto, come scrivono gli stessi aderenti in una breve nota stampa, che sferza l’amministrazione comunale che “l’ha rappresentato come una iniziativa epocale e rivoluzionaria per la città”.

“Sia vera occasione unica”

“Impegno e identità” che in Consiglio comunale può contare su Filomena Iatì, tra i soci fondatori del movimento e iscritta al gruppo consiliare Per Reggio metropolitana, avverte:

“Definito dal Sindaco ‘un’occasione unica’ non vorremmo che rimanesse, appunto, una proposta irripetibile”.

D’altra parte il Movimento ridimensiona la portata epocale descritta dall’amministrazione ricordando che il bilancio partecipativo è già da lungo tempo operativo in tantissime città italiane,

“le dichiarazioni rese a mezzo stampa dalla Giunta Comunale – ‘trattasi di fase sperimentale del bilancio che deve però essere codificato’ - dimostrano che siamo ancora allo stato embrionale. Infatti, senza un’adeguata, preventiva regolamentazione, il rischio che si corre è quello che la promozione del processo partecipativo rimanga un impegno solo annunciato, trasformandosi cosi da strumento di partecipazione e democrazia diretta a strumento di propaganda politica”.

Da qui l’auspicio che, ancor prima di partire, vengano stabilite con chiarezza le norme che andranno a disciplinare la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.

“Diversamente – conclude Impegno e identità - ci troveremo dinnanzi all’ennesima, condivisibile proposta, priva però di trasparenza e quindi all’insegna di mera demagogia”.