Reggio, la difficoltà di una ragazza non vedente: 'Vorrei una vita normale. Ma nella mia città è impossibile' - FOTO

Per la giovanissima reggina la città è una continua 'trappola'

Un tumore al cervello le ha fatto perdere la vista.

Quel male l'ha costretta ad una vita completamente differente, sempre col bastone, ovunque lei vada. Cieca da entrambi gli occhi, nonostante la tragedia, Serena (nome di fantasia, la ragazza vuole mantenere l'anonimato) cerca con tutte le sue forze di andare avanti, ogni giorno. Ha già trovato le motivazioni per condurre una vita normale, ma la sua città è diventata una continua 'trappola', tra buche, spazzatura, mastelli vaganti, mattonelle dei marciapiedi divelte e macchine in sosta selvaggia.

Serena ha ripreso tutte le attività, con entusiasmo e tanti sacrifici ma in questo caso le difficoltà superano la voglia di riscatto.

"Vorrei una vita normale. Ma nella mia città, oggi, è impossibile".

Poche richieste. Quanto basta per condurre, appunto, una vita normale.

"Non ho grandi richieste da rivolgere alla futura amministrazione - ci spiega - Via subito i mastelli dalle strade, ce ne sono troppi che impediscono il passaggio dei pedoni e di chi come me ha evidenti difficoltà. Non riesco a camminare in città, il problema vero è questo".

Il problema più grande è rappresentato dunque dai rifiuti sparsi sulle strade che limitano la libertà dei movimenti di Serena a tal punto da non poter passeggiare tranquillamente lungo le strade.

Reggio non permette ai non vedenti quindi di muoversi con facilità.

Eppure Serena aveva fatto mille sforzi, ottenendo dopo un lungo percorso di orientamento, e grazie all'aiuto di un'associazione, l'indipendenza necessaria per essere autonoma.

"Al futuro sindaco chiedo la giusta attenzione per tutti i ragazzi non vedenti ed ipovedenti. Perchè ad esempio non abbiamo un sistema semaforico per non vedenti? Quanto tempo ancora devo aspettare? Tutte le altre città del mondo hanno un sistema di questo tipo. Non capisco perchè non si interviene".

Serena oggi ha sedici anni e come tutti i suoi coetanei vorrebbe semplicemente poter passeggiare liberamente nel suo quartiere. E al momento è solo grazie al padre se la ragazza può concedersi un paio d'ore di libertà.

Tante, troppe dunque le barriere architettoniche in città. Nel 2020 tutto questo è inaccettabile. Scuse e promesse non bastano più. E' importante agire in fretta e risolvere i problemi. La cecità non può essere un ostacolo, specie per una ragazza di soli sedici anni.