Riace volta pagina. Il nuovo sindaco leghista: “Il sistema d’accoglienza di Lucano si è autodistrutto”
"Immigrati? Il numero deve essere limitato, soprattutto nel borgo antico" afferma il neo sindaco Antonio Trifoli
30 Maggio 2019 - 17:53 | Redazione

Riace 2.0. Per uno scherzo del destino, incredibile legge del contrappasso, il paese calabrese nell’ultimo anno salito alle ribalte nazionali compie un’inversione a 360 gradi.
Dal modello Lucano infatti si è passati ad un sindaco leghista, Antonio Trifoli. Lega come il partito di Salvini, vice-premier che non ha mai nascosto forti critiche al sistema di accoglienza dell’ex sindaco di Riace.
“Ripartiamo dalla normalità, dalle condizioni fatiscenti dell’edificio del municipio, abbandonato – afferma Trifoli all’Agi – e questo ci hanno chiesto i cittadini: la normalità, non una scenografia mediatica, come quella che si è vista in questi anni. Il vento qui è cambiato”.
NUOVO SISTEMA
“Non possiamo permetterci che in un centro dove risiedono 1500 persone, 500 o 600 siano richiedenti asilo. Il numero deve essere limitato, soprattutto nel borgo antico, anche nel rispetto degli stessi immigrati che devono integrarsi e che altrimenti non lo farebbero. Il sistema d’accoglienza di Lucano si è autodistrutto, adesso noi raccogliamo la sfida”, afferma Trifoli.
PRIMA SFIDA
“Il primo atto che ho trovato sulla mia scrivania, a meno di 24 ore dal mio insediamento, è la richiesta di restituzione, da parte del ministero, di oltre 3 milioni di euro per somme non rendicontate dal Comune di Riace per la gestione dei profughi.
Noi questi soldi non ce li abbiamo – spiega Trifoli – e ci costituiremo parte civile in un eventuale altro procedimento e queste somme le chiederemo a chi le ha spese senza rendicontarle. Abbiamo già un dissesto di 4 milioni di euro e non possiamo caricare sui cittadini anche questi soldi”.
