'Voglio tornare in Calabria': il sogno di Nicola, ingegnere emigrato pluripremiato

Emigrato per studiare, ha ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti. Adesso, la voglia di tornare nella terra di origine, magari per la costruzione del Ponte sullo Stretto

Ristobottega

Un dottorato in tasca ed un sogno nel cassetto. Nicola Scattarreggia è uno dei tantissimi calabresi emigrati per fame di conoscenza che, adesso, vorrebbe tornare a casa e mettere al servizio della sua terra le competenze maturate negli anni trascorsi tra il Nord Italia e l’estero.

Originario di Melicucco, con un diploma scientifico al Guerrisi di Cittanova, Nicola ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Civile presso l’Università di Pavia, una delle più rinomate, dell’ambito, in tutta la Penisola. E, solamente pochi giorni fa, si è visto riconoscere il massimo titolo di studio di Dottore di Ricerca (PhD) in ingegneria sismica presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia, grazie ad una tesi sull’analisi al collasso dei ponti in cemento armato.


L’amore per l’ingegneria e la passione per la conoscenza

Si sa, ognuno è più portato di altri per una specifica materia. Quella di Nicola è di certo l’ingegneria.

“Sono cresciuto in una famiglia di costruttori – ha raccontato a CityNow – mio padre ha una piccola impresa e vivendo in quell’ambiente, l’interesse per questo ramo si è formato in maniera naturale. Giorno dopo giorno, sin da piccolo la mia curiosità diventava sempre più accentuata. Volevo cercare di capire cosa sta alla base di una struttura e, al tempo stesso, sentivo forte il bisogno di dare il mio contributo per realizzarla”.

Una sete di sapere, quella che caratterizza il giovane ingegnere civile che non si è mai placata, neanche dopo la laurea magistrale.

“Diverse offerte di lavoro che ho ricevuto mi hanno spinto a studiare ancora di più rispetto a quanto avessi già fatto – ha aggiunto Nicola, per approfondire alcuni aspetti dell’ingegneria, che è un mondo veramente vasto e sconfinato, in cui non si smette mai di imparare. Una delle cose che amo, è proprio questa: la continua scoperta”.

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L’ingegnere civile annovera nel suo curriculum professionale collaborazioni di consulenza di notevole rilevanza, tra cui studi relativi al crollo del ponte Morandi a Genova e la valutazione delle performance strutturali del secondo anello dello stadio San Siro di Milano. Oltre ad aver un profilo internazionale, l’ingegnere civile vanta un’esperienza come visiting student presso la prestigiosissima università della California in Berkeley, di ingegneria sismica.

Una collezione di titoli da far girare la testa ed un grande desiderio da realizzare:

“Quello di poter contribuire ai lavori del Ponte sullo Stretto di Messina. Da reggino ne capisco l’importanza e da ingegnere ne vedo il fascino. È un’opera gigantesca, per cui saranno richieste una moltitudine di competenze specifiche e che, dunque, non potrà non coinvolgere una serie esperti del settore. A mio avviso, il mondo universitario dovrebbe prendere parte a tutte le fasi della realizzazione perché potrebbe apportare un enorme contributo. In particolar modo penso al settore di ingegneria strutturale, così come a quella sismica, di cui l’Università di Pavia è un polo di eccellenza che conta la presenza di fondazioni ed enti di ricerca internazionali”.

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La voglia di tornare in Calabria

È un sentimento che accomuna tanti emigrati: quello di far ritorno nella propria terra di origine. Spesso, oggi, si parte per non far più ritorno, ma se invece i “cervelli” che diamo in prestito al nord ed agli altri paesi del mondo, tornassero qui, avremmo di certo una regione migliore, proprio grazie al contributo di chi non si è limitato a capire come funzionano le cose a queste latitudini, si è guardato attorno ed ha appreso il metodo migliore per fare qualcosa, da chi oggettivamente lo fa meglio.

“Vorrei mettere a frutto ciò che ho imparato all’estero ed al nord – ha spiegato Nicola. Da calabrese sono partito per formarmi, per fare esperienze, vedere come funzionano le cose nel mondo ed ora mi sento pronto per tornare, al momento è uno degli obiettivi che mi sono prefissato. So perfettamente che non si tratta di un passo semplice, ma credo anche che non sia impossibile”.

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Infine un messaggio ai diplomandi ed a tutti gli studenti che hanno “timore” di affrontare la facoltà di ingegneria:

“Quando c’è passione, tutte le difficoltà scompaiono, perché vi è anche un’infinita voglia di proseguire su quel cammino, risolvere i problemi ed arrivare a realizzare il proprio sogno. Credo, inoltre, che l’ambiente universitario sia di fondamentale importanza per la crescita di un individuo. È un luogo che dà ai ragazzi la possibilità di collaborare, sviluppare i propri talenti, confrontarsi, coltivare amicizie, trovare lavoro”.

TITOLO PREMI/RICONOSCIMENTI

Nicola Scattarreggia ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per contributi scientifici. È primo autore dell’articolo sul crollo del ponte ad arco multi-campata tra Albiano Magra e Caprigliola, che di recente è stato decretato miglior articolo del 2022 nella sezione ingegneria dei ponti da una prestigiosissima rivista internazionale di ingegneria strutturale.

  • Premio “Outstanding Paper Award”, conferito dall’International Association for Bridge and Structural Engineering – IABSE, per il miglior articolo scientifico del 2019, 2020 (Con un articolo relativo alla storia del ponte Morandi);
  • Premio “Best Paper of the Year 2022”, conferito dalla rivista Engineering Structures – Elsevier, per il miglior articolo scientifico nell’area “Bridge Engineering”, 2023 (Con un articolo relativo al crollo del ponte di Albiano Magra).
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