Elezioni Reggio e Cosenza, Spirlì si 'ritira' dalle conferenze Stato-Regioni

Spirlì ha inviato una lettera al Consiglio dei Ministri per annunciare il suo ritiro dalle riunioni Stato-Regioni

Nei giorni scorsi, il presidente della Regione Calabria aveva messo ben in chiaro la sua posizione in merito alle due elezioni che tanto fanno discutere la politica regionale: le provinciali di Cosenza e le metropolitane diReggio Calabria.

Spirlì aveva invitato il Presidente della Provincia ed il Sindaco Metropolitano a rinviare la chiamata alle urne facendo riferimento alle raccomandazione del Comitato Tecnico Scientifico. Nulla da fare per il facente funzioni che, pochi minuti fa, ha comunicato la scelta di ritirarsi dalle Conferenze Stato-Regioni a causa del mancato rinvio delle elezioni.

La decisione di Spirlì sulle conferenze Stato-Regioni

«Con estremo rammarico comunico la volontà di non partecipare alle prossime conferenze unificate fino a quando non venga ristabilito il tanto auspicato senso di collaborazione nei processi decisionali che coinvolgono materie di competenza dello Stato e delle Regioni».

È quanto scrive il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e ai ministri per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, dell’Interno, Luciana Lamorgese, e della Salute, Roberto Speranza, dopo il mancato rinvio delle elezioni provinciali a Reggio Calabria e Cosenza, convocate, rispettivamente, per il 24 gennaio e il 7 febbraio 2021.

La lettera del Presidente della Calabria

Nella lettera, il presidente Spirlì ricorda di aver differito la data delle elezioni regionali all’11 aprile 2021, dopo aver preso atto del verbale del Cts del 29 dicembre scorso, nel quale veniva evidenziato «il rischio derivante dalle procedure di voto in un contesto regionale da tempo classificato a rischio elevato».

Successivamente – come viene riportato nella lettera al Governo –, il presidente Spirlì aveva, con una nota datata 14 gennaio, posto l’attenzione «sulle conseguenze della competizione elettorale sul quadro epidemiologico regionale» e chiesto «un provvedimento urgente di rinvio», in quanto le elezioni in questione, sebbene di secondo livello, «coinvolgono migliaia di amministratori e determinano una consistente mobilità tra i territori». A questo si aggiunge che, in seguito all’approvazione della legge 126 (che ha abrogato il dl 103), «le consultazioni elettorali – è scritto ancora nella missiva – si svolgeranno in assenza di modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto».

Il silenzio delle istituzioni

Nella lettera, dopo aver preso atto «dell’assordante silenzio» sulla questione da parte delle istituzioni preposte, il presidente Spirlì rileva che, «oltre al rammarico, nasce la consapevolezza che tali omissioni siano frutto di dannosi calcoli o riflessioni di natura politica e partitica che stridono con l’assoluta e primaria esigenza di garantire la salute dei cittadini in una terra, la mia Calabria, che vede intere categorie ferme nelle attività e annichilite nelle aspettative per l’avvenire».