Cinque imprenditori reggini interessati al Porto di Gioia Tauro. Toninelli: "Troppo tardi ma ci sarà spazio"

La busta con i nomi dei cinque imprenditori reggini è stata consegnata a Toninelli da Giuseppe Nucera, presidente di Confindustria Rc

La busta con i nomi dei cinque imprenditori reggini, componenti la cordata che vorrebbe investire nel porto di Gioia Tauro, acquisendo quote della Mct, è stata ufficialmente consegnata direttamente nella mani del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli dal presidente di Assindustria reggina, Giuseppe Nucera, a margine della conferenza stampa tenutasi ieri nella sede dell’autorità portuale di Gioia Tauro. Lo rende noto, attraverso un comunicato stampa, Confindustria Reggio Calabria.

Nucera, accompagnato da uno degli imprenditori concretamente interessati ad investire nel rilancio del porto di Gioia (l’amministratore delegato della Desi shipping service, Giuseppe De Simone) ha ribadito al ministro – si legge ancora – la posizione degli industriali reggini, convinti della necessità non più procrastinabile di un coinvolgimento del territorio nelle scelte strategiche che determineranno il futuro dell’area portuale e della sua zona franca, decidendone anche così il successo o il fallimento.

Ed un importante segnale di apertura in questa direzione, secondo quanto riferito da Confindustria, è giunto proprio dallo stesso ministro Danilo Toninelli che ha dichiarato: “La proposta di Confindustria è ovviamente accettabile, ma è arrivata nella trattativa fuori tempo massimo. Siccome però, il porto di Gioia Tauro deve essere rilanciato, ci sarà spazio per tutti”.

Dal canto suo, il presidente Giuseppe Nucera, ribadendo con decisione la valenza fortemente politica dell’iniziativa di Assindustria Reggio Calabria, ha spiegato che la cordata si compone di imprenditori di grosso spessore, tutti reggini, che operano nel territorio, come ad esempio De Simone che vi lavora dal 1995 e Angelo Sorrenti che guida la società di comunicazioni Dedalus.

E a questo proposito Nucera ha voluto sottolineare “il ruolo storico che Confindustria sta interpretando in questo frangente, nel quale gli imprenditori calabresi decidono di investire di tasca propria e mettere la faccia in un processo di sviluppo, come quello del porto di Gioia Tauro, che è decisionale per il futuro della nostra provincia, della regione Calabria e dell’intero Meridione”.

In altre parole, l’azione propositiva di Confindustria – come ha rimarcato ancora il presidente Nucera – “è sì imprenditoriale, ma intende essere soprattutto di supporto, di facilitazione per chi viene ad investire in una terra ricca di spazi e prospettive”.

“Considerata l’importanza strategica globale dell’hub di Gioia Tauro e della Zes, come imprenditori e forza sana di un territorio per troppo tempo sofferente – ha affermato il presidente di Confindustria Reggio – desideriamo essere protagonisti di un cammino comune di rilancio che veda le forze imprenditoriali locali quale parte attiva e compartecipe. E’ questo un processo di grande responsabilità per il destino della Calabria che non potrà svilupparsi appieno senza il coinvolgimento diretto e fattivo di tutte le energie costruttive del territorio: politica, istituzioni, sindacati, ma anche dell’opinione pubblica.

“Per superare l’impasse di una crisi purtroppo storica, è ormai indispensabile – conclude Nucera – un’assunzione di responsabilità fattiva di ciascuno di noi, perché la costruzione del nostro domani non può, e non deve, essere più demandata ad altri”.

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