Trasporto aereo e Ryanair in Calabria, Falcomatà: ‘Sistema solido o una bolla destinata a scoppiare’
Il Consigliere del PD interroga il Presidente della Giunta regionale, evidenziando gli ingenti finanziamenti erogati alle compagnie low cost e la contestuale cancellazione di alcune tratte gestite dai vettori tradizionali
05 Febbraio 2026 - 10:02 | di Vincenzo Comi

“I numeri dei passeggeri negli aeroporti calabresi sono in crescita e questo è un fatto innegabile, ma a quale prezzo per le tasche dei cittadini e, soprattutto, quanto durerà questo effetto? È necessario capire se stiamo costruendo un sistema solido o una bolla destinata a scoppiare non appena finiranno i soldi pubblici”.
È quanto afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, che ha depositato questa mattina un’interrogazione a risposta immediata rivolta al Presidente della Giunta regionale per fare chiarezza sulla reale efficacia e sulla sostenibilità delle politiche di incentivazione al trasporto aereo in Calabria.
“Dall’analisi dei dati – spiega Falcomatà – emerge un quadro preoccupante sotto il profilo economico. Tra addizionali comunali pagate dalla Regione (circa 6,5 euro a passeggero), fondi erogati a SACAL (14 milioni solo nel 2025) e campagne marketing del bando ‘Destinazione Calabria’ (9 milioni per i primi tre trimestri del 2025), la quantificazione degli incentivi a carico della Regione per l’anno in corso sfiora i 37 milioni di euro. Se rapportiamo questa cifra all’aumento dei passeggeri, scopriamo che la Regione Calabria sta spendendo quasi 50 euro per ogni singolo viaggiatore, una cifra spropositata se confrontata con la media delle altre regioni italiane che non supera i 10 euro”.
“C’è poi un rovescio della medaglia che non può essere ignorato – incalza il consigliere Dem –. A fronte dell’espansione dei vettori low cost, in particolare Ryanair, stiamo assistendo al contestuale ridimensionamento di compagnie di bandiera come ITA Airways, che ha ridotto i collegamenti vitali con Linate e Roma Fiumicino, creando enormi disagi. Si sta finanziando un modello orientato quasi esclusivamente al turismo low cost, cosiddetto ‘mordi e fuggi’, dimenticando completamente le esigenze dei cittadini calabresi: studenti, lavoratori fuori sede e, drammaticamente, i tanti malati che sono costretti a viaggiare per cure mediche e che continuano a pagare biglietti a costi esorbitanti nei periodi di punta”.
“Tutto questo impianto di incentivi – conclude Falcomatà – è pianificato solo fino al 2027. Ho chiesto quindi al Presidente della Giunta quali misure intenda mettere in atto per evitare che, tra due anni, il castello di carte crolli determinando una condizione di isolamento per la Calabria, con la fuga delle low cost e la contestuale riduzione delle tratte di Ita. Servono misure strutturali, non ‘doping’ finanziario temporaneo, e serve ampliare la platea dei beneficiari per garantire il diritto alla mobilità dei residenti, non solo dei turisti”.
