Trasporto disabili, diritto assente per le famiglie reggine: la proposta dei consiglieri del cdx

"L'amministrazione anche in questo caso è inconcludente e non è capace di fare assolutamente nulla. Si coinvolga Atam"

A Reggio Calabria manca il servizio di trasporto per i diversamente abili.

La denuncia arriva dai consiglieri del centrodestra del Comune di Reggio Calabria che, dopo aver raccolto il grido d'aiuto di alcune famiglie, attraverso una conferenza stampa tenutasi questa mattina all'interno della sala dei sindaci di Palazzo San Giorgio, hanno esposto la situazione attuale, indicando anche una possibile soluzione.

"Ringrazio le famiglie che hanno sollecitato la politica locale per cercare di superare gli ostacoli e le problematiche che vengono poste proprio dall'amministrazione pubblica e dalla burocrazia - spiega Federico Milia di FI - Oggi vogliamo approfondire, tra tutte le irregolarità del settore welfare, il tema del trasporto delle persone diversamente abili".

Il consigliere di Forza Italia cita poi la legge 104 del 5 febbraio 1992.

Consiglieri Centrodestra

"I comuni d'intesa con le aziende sanitarie locali predispongono su richiesta dell'interessato un progetto individuale che deve seguire il disabile a 360%. Ad oggi però il piano non trova formale applicazione. I servizi necessari, tra cui quello del trasporto, ad oggi non esiste".

Dal 2012 tale servizio non viene più erogato dal Comune e l'amministrazione comunale, attraverso un contributo alle famiglie sta ovviando la mancanza del servizio.

"L'assegno, secondo le segnalazioni che abbiamo acquisito - continua Milia - risulta insufficiente ed erogato inoltre in costante ritardo".

Quale la proposta dunque da parte dell'opposizione del centrodestra? Massimo Ripepi spiega la strategia:

"L'amministrazione anche in questo caso è inconcludente e non è capace di fare assolutamente nulla. Hanno stanziato solo 300 mila euro a fronte del vecchio stanziamento di un milione e 200 mila euro. Non c'è nemmeno la possibilità adesso di aggiungere alcuna spesa per le categorie fragili. Ci potrebbe essere Atam per poter sopperire alle mancanze dell'amministrazione. Il primo a smantellare il servizio è stato Giuseppe Marino".