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Sanità pubblica e appalti sicuri, la CGIL in piazza a Reggio: ‘Serve un progetto per la Calabria’

Pititto: "Salute e lavoro dignitoso sono diritti fondamentali". Gesmundo: "In Calabria serve un progetto vero di rilancio"


Piazza De Nava ha ospitato ieri pomeriggio l’assemblea promossa dalla CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria per presentare le due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate alla sanità pubblica e al sistema degli appalti.

Le proposte della CGIL: salute e lavoro dignitoso

Per la CGIL, quella di Reggio Calabria è stata una tappa dentro una mobilitazione nazionale più ampia.

“Oggi è una giornata particolarmente importante per la CGIL. In tutta Italia, nelle Camere del lavoro, si stanno svolgendo assemblee generali per lanciare due proposte di legge di iniziativa popolare: una sulla tutela della salute e una sul lavoro dignitoso negli appalti”.

Così Gregorio Pititto ha spiegato il senso dell’iniziativa. Due temi che il sindacato considera centrali: il diritto alla salute e la sicurezza del lavoro.

Secondo Pititto, la proposta sulla sanità punta a rafforzare la medicina territoriale, attraverso case di comunità, consultori e nuove risorse per il sistema pubblico.

“Chiediamo risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste dalle leggi di bilancio. L’obiettivo è arrivare al 7,5% del rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo entro il 2028”.

Un passaggio ritenuto necessario anche per rispondere alla carenza di personale.

«Mancano infermieri, medici e operatori socio-sanitari. La sanità in questi anni ha subito un depauperamento economico da parte dei governi».

Il nodo degli appalti e della sicurezza sul lavoro

Il secondo fronte riguarda gli appalti. Per la CGIL, è proprio lungo la catena di appalti e subappalti che si concentra una parte rilevante del rischio per i lavoratori.

“Il 70% degli infortuni mortali o comunque degli incidenti avviene lungo la catena degli appalti. Chiediamo norme più stringenti e più severe per tutelare i lavoratori”.

Pititto ha rivendicato anche il metodo scelto dal sindacato: quello della partecipazione diretta.

“La CGIL esercita il proprio ruolo attraverso un istituto di democrazia diretta come la consultazione popolare e la sottoscrizione delle leggi di iniziativa popolare”.

Gesmundo: “La sanità è un diritto costituzionale”

A concludere l’assemblea è stato Pino Gesmundo, segretario organizzativo della CGIL nazionale, che ha inserito l’appuntamento reggino dentro il quadro della mobilitazione in corso nel Paese.

“Stiamo certificando la riuscita di questa grande iniziativa nazionale. Abbiamo convocato migliaia di assemblee, con la partecipazione di dirigenti sindacali in tutta Italia”.

Al centro del suo intervento, il tema della sanità pubblica. Gesmundo ha parlato di un diritto costituzionale che, soprattutto nel Mezzogiorno, non sarebbe più garantito in modo pieno.

“Non possiamo più consentirci di vivere una sanità che non garantisce la salute ai cittadini di questo Paese, soprattutto nel Mezzogiorno e qui in Calabria. Basta mobilità passiva. Servono investimenti seri, assunzioni e condizioni adeguate per i professionisti”.

“Basta lavoro precario e sfruttamento”

Il segretario nazionale ha poi allargato il ragionamento al lavoro, denunciando il ricorso eccessivo ad appalti e subappalti.

“C’è bisogno di un lavoro dignitoso, stabile, non più precario. C’è bisogno che i nostri giovani e le forze attive del Paese rimangano sui territori”.

Secondo Gesmundo, il sistema degli appalti ha prodotto in molti casi un arretramento dei diritti.

“Ci sono imprese che non hanno più dipendenti e svolgono tutta la loro attività attraverso appalti e subappalti, con contratti che mortificano la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Il messaggio politico: «Serve un progetto per la Calabria»

Da Reggio Calabria, Gesmundo ha lanciato anche un messaggio più ampio alla politica regionale e nazionale.

“Non c’è un progetto vero e strutturale di rilancio della Calabria. La politica calabrese deve decidere di costruire un progetto di investimento, ma non potrà farcela da sola senza investimenti e progettualità nazionali”.

Il segretario organizzativo della CGIL nazionale ha citato anche il PNRR e il tema dell’autonomia differenziata, chiedendo una nuova attenzione verso il Sud.

“C’è bisogno di un progetto per il Mezzogiorno. Il Mezzogiorno deve essere riallineato rispetto al resto del Paese per costruire una condizione di sviluppo complessivo dell’Italia”.

Un’assemblea, quindi, che non si è limitata alla presentazione delle due proposte di legge. Da Piazza De Nava la CGIL ha rilanciato una piattaforma più ampia: più sanità pubblica, più sicurezza negli appalti, più lavoro stabile e un piano vero per la Calabria.

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