Ordinanza Punta Pellaro, la replica degli sportivi a Marino (PD) e D’Aleo: ‘Qui c’è spazio per tutti. Polemiche inutili’

A Punta Pellaro scoppia la polemica, gli sportivi: "Abbiamo riportato vita e turisti a Pellaro. Riservati solo 150 metri su oltre un chilometro di spiaggia"


Nuove regole per l’estate a Punta Pellaro. Il Comune, finalmente e dopo anni, regolarizza il tratto di spiaggia tanto ambito da migliaia di sportivi provenienti da tutto il mondo, ma ecco subito la polemica.

L’Ordinanza balneare 2025 del Comune di Reggio Calabria fa subito discutere. E a criticare la stessa decisione del Comune è proprio un esponente della maggioranza, Giuseppe Marino del Partito Democratico.

L’ordinanza ha stabilito che alcune aree del litorale saranno riservate esclusivamente alle attività sportive come windsurf e kitesurf. Si tratta delle spiagge immediatamente adiacenti ai lotti 11.L7 e 12.L1 del Piano Comunale di Spiaggia. Proprio in questi punti, in corrispondenza di alcuni circoli sportivi, sarà vietato fare il bagno per garantire la sicurezza e per tutelare l’ambiente.

I bagnanti potranno comunque usufruire delle altre spiagge libere, rispettando le zone sottoposte a tutela naturalistica, dove è vietata ogni attività sportiva per proteggere flora e fauna. Ricordiamo che la costa reggina supera i 30 chilometri. A contestare i divieti imposti dall’ordinanza per i bagnanti, è il consigliere comunale Giuseppe Marino che con una nota, dopo aver promosso il ‘Parco del Vento‘, allo stesso tempo difende i bagnanti, evidentemente affezionati alla spiaggia di Punta Pellaro:

“Il movimento degli sport del vento è una ricchezza per il nostro territorio, ma i bagnanti hanno dei diritti”. Tuona Marino.

Leggi anche

Ordinanza Punta Pellaro, gli sportivi replicano a Marino e D’Aleo: ‘Polemiche inutili’

La risposta dei tanti sportivi reggini, che quotidianamente frequentano l’area, non si è fatta attendere:

“Noi Sportivi velici di Punta Pellaro ci sentiamo in dovere di rispondere all’intervento del Dott. Francesco D’Aleo e del Consigliere Giuseppe Marino sull’Ordinanza Balneare 2025 – Punta Pellaro
Gentile Dott. D’Aleo, Gentile Consigliere Marino.

“Gentili Consigliere Marino e dott. D’Aleo, con grande attenzione abbiamo letto i vostri interventi in merito all’Ordinanza Balneare 2025, che ha destinato un tratto di 150 metri della spiaggia di Punta Pellaro alla pratica degli sport del vento. Vorremmo però riportare la discussione su un piano aderente ai fatti, perché le critiche emerse, pur mosse da sensibilità diverse, rischiano di deformare la realtà e alimentare un clima di divisione inutile e controproducente”.

La reale configurazione della spiaggia di Punta Pellaro

L’ordinanza assegna solamente 150 metri agli sportivi del vento, su un tratto costiero molto più ampio. I bagnanti hanno a disposizione oltre 1 km di spiaggia libera e balneabile, dalla Fiumarella fino al complesso turistico ( scogli verso sud) Inoltre, vi sono altri 500 metri riservati espressamente alla balneazione. Dunque, parlare di “esclusione dei bagnanti” o di “violazione di diritti” non corrisponde alla realtà. Si tratta invece di una razionale e necessaria organizzazione dello spazio, per permettere la coesistenza tra attività differenti.

Gli sport del vento: valore ambientale, sociale ed economico

Gli sport del vento (kitesurf, windsurf, wingfoil) sono tra le attività più ecologiche esistenti. Non usano motori, non emettono sostanze inquinanti, non generano rifiuti o rumore. Si basano esclusivamente su una risorsa naturale e rinnovabile: il vento.

Chi pratica questi sport ha un rapporto costante e rispettoso con l’ambiente e vive la spiaggia tutto l’anno, contribuendo a mantenerla pulita, segnalando criticità e contrastando abusi o comportamenti dannosi. È grazie a questa presenza responsabile che Pellaro ha conosciuto una rinascita, attirando turisti da tutta Europa, generando occupazione giovanile e dando linfa vitale all’economia locale.

Chiarezza sulle questioni ambientali tra Caretta caretta e gigli di mare

Quanto alle preoccupazioni sollevate dal Dott. D’Aleo sulla specie di tartaruga Caretta caretta gli sportivi non interferiscono con la nidificazione, anzi in passato hanno collaborato con le associazioni ambientaliste per la protezione dei nidi. Il vero nemico delle tartarughe è l’erosione costiera e l’illuminazione notturna non regolamentata.

Sul giglio di mare poi questa specie cresce in aree ben precise, non interessate dalla pratica sportiva, che avviene su battigia e in mare, lontano dalle dune.

Chi oggi grida allo “sfruttamento massivo” non ha forse mai sollevato la voce negli anni in cui la costa veniva erosa e abbandonata. Eppure, ora che alcune aree tornano vive e presidiate in modo consapevole, si alzano accuse infondate. Questo è ingiusto, soprattutto verso chi ha trasformato un’area dimenticata in un punto di riferimento per il turismo sportivo sostenibile.

Gli sportivi al Consigliere Marino: ‘Critica infondata’

Al Consigliere Marino, che parla di “diritti violati dei bagnanti”, ricordiamo che non solo nessuno è stato escluso dalla balneazione, ma anzi sono stati garantiti ampi spazi — molto più estesi di quelli riservati agli sport — proprio per evitare ogni conflitto. L’ordinanza rispecchia lo spirito del Piano Spiagge, e lo attua in modo coerente. Parlare oggi di una “mancata interlocuzione” appare dunque come una critica poco fondata, soprattutto considerando che questa comunità sportiva ha da anni un ruolo attivo nella tutela del territorio e nella sua valorizzazione.

Proposta costruttiva: aumentare l’area sportiva a 200 metri

Alla luce di quanto sopra, e con l’obiettivo di migliorare convivenza e sicurezza, chiediamo con spirito costruttivo che l’area riservata agli sportivi venga estesa da 150 a 200 metri, partendo dagli “scogli” verso sud. Si tratta di una richiesta minima, ragionevole e perfettamente compatibile con l’ampia estensione della spiaggia disponibile. Questa modifica contribuirebbe a: Ridurre il rischio di sovrapposizione tra sportivi e bagnanti; Garantire spazi di manovra sicuri per chi pratica discipline veliche; Mantenere alto il livello di sicurezza in mare; Evitare conflitti e favorire un uso ordinato e armonioso del litorale.

Non sembra davvero di chiedere la luna: 200 metri su oltre 1.000 disponibili per la balneazione sono una percentuale irrisoria, ma possono fare la differenza in termini di efficienza, sicurezza e sostenibilità.

Gli sportivi di Punta Pellaro: ‘Le polemiche servono a poco’

Punta Pellaro è un patrimonio collettivo, e come tale va gestito con responsabilità e visione. La vera tutela della natura non si ottiene escludendo, ma coinvolgendo chi ama, frequenta e protegge questi luoghi ogni giorno. Gli sport del vento sono un motore di sviluppo pulito, giovane, consapevole, che ha già portato benefici evidenti al territorio. Offrire loro lo spazio adeguato non è un favore, ma un investimento nel futuro di Pellaro. Ci auguriamo che le istituzioni locali aprano un confronto reale, basato su dati oggettivi e soluzioni concrete. Le polemiche servono a poco. Il dialogo, invece, può costruire una convivenza duratura tra sport, natura e comunità. Con spirito propositivo e aperto al confronto, gli sportivi velici Punta Pellaro“.