Influenza a Reggio, boom di casi e PS in ginocchio. Il primario: ‘Attraversiamo la fase peggiore dell’anno’

Per il dott. Costantino, il Pronto Soccorso sta affrontando il periodo più brutto dell'anno. Le raccomandazioni ai reggini


La situazione sanitaria a Reggio Calabria e in tutta la Calabria sta attraversando una fase di emergenza, a causa dell’aumento dei casi di influenza che sta mettendo sotto pressione gli ospedali della regione, con un particolare focus sulle complicanze respiratorie.

Il dott. Paolo Costantino, primario del pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, ha fornito un quadro dettagliato della situazione, evidenziando le problematiche legate alla gestione dei pazienti in un periodo di forte sovraffollamento.

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“La situazione purtroppo è molto impegnativa per due motivi. Intanto, il problema è strettamente legato all’influenza che sta causando tra gli anziani fragili e cronici gravi complicanze respiratorie, dalle polmonite alle insufficienze respiratorie, per cui tanti pazienti purtroppo vanno ospedalizzati”, ha dichiarato il dott. Costantino, sottolineando l’elevato numero di ricoveri che sta mettendo in difficoltà i reparti infermieristici. Con l’aumento dei casi di polmonite, infatti, la carenza di posti letto sta diventando un problema crescente.

A complicare ulteriormente la situazione, è l’afflusso di pazienti dalla provincia, che giungono in ospedale con patologie comuni, ma che necessitano comunque di ricovero.

“Arrivano pazienti da tutte le parti, da Locri, Melito e Polistena, con patologie che dovrebbero essere gestite in provincia”, ha spiegato il primario, aggiungendo che la centralizzazione di questi pazienti in ospedali metropolitani come quello di Reggio Calabria contribuisce a un sovraffollamento che rende difficile gestire adeguatamente le emergenze.

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Nonostante le difficoltà, il dott. Costantino ha voluto rassicurare sulla capacità di gestione dell’emergenza.

“I reparti chirurgici stanno continuando a lavorare bene, sono la pneumologia, la medicina e malattie infettive che risentono maggiormente dell’afflusso di pazienti”.

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Un contributo importante deve arrivare dai medici di base, e al più presto, se si pensa che il picco dell’influenza è previsto a metà gennaio. Le complicazioni sono più gravi per pazienti anziani e fragili, che necessitano di cure ospedaliere. Per gli altri le cure possono tranquillamente essere gestite a casa.

“I medici di famiglia potrebbero darci una mano cercando di gestire i pazienti meno gravi a casa, evitando che si riversino in ospedale”, ha suggerito il dott. Costantino. In effetti, molti pazienti finiscono per contrarre altre infezioni in ospedale, aggravando la situazione.

Guardando al futuro, il picco di casi, come detto, è previsto per metà gennaio, con un aumento esponenziale dei ricoveri che durerà probabilmente fino alla fine del mese.

“Raccomandiamo di portare i pazienti anziani, fragili e cronici che peggiorano significativamente dal punto di vista respiratorio al pronto soccorso, mentre per altre patologie più banali è meglio restare a casa e consultare il medico di famiglia”, ha raccomandato il dott. Costantino.

Infine, nonostante la carenza di personale infermieristico, l’ospedale di Reggio Calabria sta cercando di far fronte all’emergenza con un potenziamento dei servizi.

“L’azienda ha fatto grossi progressi sia per quanto riguarda il personale medico che per la strumentazione e i locali. Prevediamo anche una zona di degenza in pronto soccorso che aumenterà la disponibilità di posti letto”, ha concluso il primario.

In sintesi, la situazione rimane critica e il sistema sanitario sta affrontando un’importante sfida. La collaborazione tra medici di famiglia e ospedali sarà fondamentale per alleviare la pressione sugli ospedali e per garantire un’assistenza tempestiva e adeguata a chi ne ha più bisogno.