Studente accoltellato a scuola, Princi: “Intervenire sul disagio profondo dei giovani”

"Misure di sicurezza sono necessarie, ma il disagio giovanile va affrontato alla radice", le parole dell'eurodeputata reggina

princi europa

“In un momento storico segnato da fragilità diffuse, i giovani chiedono strumenti di orientamento, spazi di ascolto e il supporto di adulti capaci di accompagnarli con il dialogo, per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide complesse della contemporaneità.

È necessario che la scuola torni a essere un autentico laboratorio di educazione civica, un luogo di confronto in grado di promuovere realmente lo sviluppo integrale della personalità degli studenti”.

Così Giusi Princi, europarlamentare di Forza Italia e del PPE, interviene dopo la morte del ragazzo accoltellato in una scuola di La Spezia.

“Il dibattito pubblico – prosegue – appare oggi fortemente incentrato sull’inasprimento delle misure di contrasto alla violenza, arrivando a proporre l’introduzione di metal detector nelle scuole.

La sicurezza è fondamentale, ma queste sono risposte emergenziali che non incidono sulle cause del fenomeno, ovvero il disagio profondo, esistenziale, che stanno vivendo i nostri ragazzi.

Un malessere che – evidenzia – affonda le proprie radici nell’isolamento sociale, aggravatosi nel periodo post-pandemico e con la diffusione incontrollata delle tecnologie digitali.

I giovani risultano oggi iperconnessi nel virtuale e, al contempo, sempre più disconnessi dalla realtà. Un disagio che si manifesta in diverse forme: dai disturbi del comportamento alimentare all’autolesionismo, fino a episodi di aggressività. Dietro l’estremizzazione della violenza, talvolta si cela anche una difficoltà nel distinguere il reale dal virtuale”.

“Spesso le famiglie – continua l’europarlamentare – non dispongono degli strumenti adeguati di fronte al profondo disagio e allo smarrimento dei ragazzi. La scuola, quindi, deve essere uno spazio di ascolto, confronto e dialogo, che promuova l’inclusione e la cittadinanza attiva e consapevole.

I nostri ragazzi devono recuperare una dimensione affettiva, sociale e relazionale, imparare a riconoscere e gestire le emozioni, costruire legami autentici, reti di amicizie reali e non sostitutive, come quelle create attraverso strumenti di intelligenza artificiale.

I giovani e il loro bisogno di essere ascoltati devono essere al centro delle politiche pubbliche. Per questo, la Regione Calabria, per la prima volta in Italia, ha istituito la figura dello psicologo scolastico: un presidio fondamentale di ascolto e supporto per studenti, docenti e famiglie, già attivo in tutti gli istituti della regione”.

“Desidero esprimere – aggiunge l’On. Princi – la mia vicinanza alla famiglia della vittima e alle famiglie di tutti i giovani coinvolti in questo gravissimo episodio di violenza e la mia solidarietà al dirigente scolastico dell’Istituto interessato, al corpo docente e a tutti i dirigenti che quotidianamente si trovano ad affrontare situazioni complesse.

È fondamentale non lasciare le scuole sole – conclude -, ma costruire reti interistituzionali che coinvolgano istituti scolastici, famiglie, istituzioni, associazioni, professionisti e comunità, affinché la prevenzione diventi un impegno di tutti e il benessere dei giovani sia una priorità concreta”.