Ponte Calopinace, opera infinita. Ripepi annuncia un monitoraggio mensile: ‘La farsa deve finire’

Ripepi denuncia a Reggio il fallimento politico sul Calopinace: "10 anni di annunci e barzellette"

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Dieci anni di attesa, dieci anni di annunci, dieci anni di barzellette che non fanno più ridere nessuno. Il ponticello del Calopinace non è solo un’opera pubblica incompiuta, è il simbolo plastico del fallimento politico-amministrativo di una classe dirigente incapace di dare risposte minime alla città.

“Il ponticello del Calopinace non è solo un’opera pubblica incompiuta, è il simbolo plastico del fallimento politico-amministrativo di una classe dirigente incapace di dare risposte minime alla città”.

Lo ha dichiarato con estrema durezza Massimo Ripepi, Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, a margine della seduta odierna tenutasi a Palazzo San Giorgio. La Commissione si è riunita per spezzare il velo di nebbia che avvolge un’opera che sembra ormai vittima di una maledizione burocratica alimentata dall’inerzia politica.

L’ultimo confronto risaliva a cinque mesi fa, quando, durante un sopralluogo in loco con il direttore dei lavori Ingegnere Romeo, erano state fornite le solite rassicurazioni di facciata.

“Eppure, a distanza di quasi mezzo anno, non è cambiato assolutamente nulla. Siamo ancora qui a discutere del nulla cosmico”, incalza Ripepi.

Il cronoprogramma dei lavori e le responsabilità politiche

Durante la seduta, l’Architetto Bruno Doldo, attuale dirigente ai Lavori Pubblici, ha tentato di rassicurare la Commissione garantendo il rispetto di un cronoprogramma che prevede la fine del cantiere per il prossimo mese di marzo.

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“Voglio dare atto all’Arch. Doldo di aver svolto il proprio dovere con una solerzia che va ben oltre i compiti d’ufficio, cercando di rimediare ai disastri altrui, ma la pazienza dei reggini è esaurita. Dopo un decennio di nastri tagliati per gioco, passerelle elettorali e inaugurazioni fasulle degne del miglior teatro dell’assurdo, le parole dei tecnici non bastano più a coprire il vuoto della politica”.

Il Presidente Ripepi punta il dito direttamente contro i vertici dell’amministrazione. La responsabilità di questo scempio, secondo il consigliere, è esclusivamente politica.

“Non abbiamo più alcuna traccia di fiducia nell’operato dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Brunetti, un amministratore che ha collezionato disastri ovunque sia stato inviato. La gestione dei cantieri in questa città è diventata una barzelletta nazionale, una sequela di fallimenti che grida vendetta di fronte a una cittadinanza ostaggio dell’inefficienza”.

Sorveglianza speciale per le opere incompiute

Per porre fine a questo stallo imbarazzante, la Commissione Controllo e Garanzia ha deciso di adottare una linea di sorveglianza speciale. Non sarà più permesso all’amministrazione di nascondersi dietro ai continui rinvii burocratici.

“Da oggi, convocheremo una commissione apposita ogni mese per monitorare lo stato dell’arte non solo del Calopinace, ma di tutti i lavori pubblici incompiuti che deturpano Reggio Calabria. Saremo il fiato sul collo di chi pensa di poter continuare a governare a suon di fumo e di chiacchiere, perché la città non può più aspettare i tempi di una politica che ha fallito su tutta la linea”.