‘Ndrangheta, Klaus Davi: “Il boss ‘U lupu’ torna a casa in libertà vigilata”
Arrestato dopo 11 anni di ricerche, era stato inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia
30 Gennaio 2026 - 15:46 | Comunicato Stampa

Gregorio Bellocco, classe 1955, noto con i soprannomi di “u lupu” o “testazza”, è tornato a casa e si trova in libertà vigilata da ieri. La notizia è stata diffusa dal giornalista Klaus Davi tramite i propri profili social, il quale ha appreso da fonti giudiziarie che il boss era già stato scarcerato nel mese di giugno.
Il profilo criminale e la scarcerazione
Considerato il capo della cosca, Gregorio Bellocco è fratello di Nino (detto “u Pacciu”), Pietro e Bernardo, oltre che cugino di primo grado di Umberto Bellocco, detto “asso di mazzi”. Insieme al cugino Umberto, Gregorio è ritenuto il fondatore della Sacra Corona Unita.
La sua carriera criminale è segnata da una lunga latitanza:
- È stato arrestato il 16 febbraio 2005 dopo 11 anni di ricerche.
- All’epoca del fermo, era inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.
- È cugino di secondo grado di Antonio Bellocco, l’esponente della cosca ucciso a Milano il 4 settembre 2024 da Andrea Beretta.
Dalla sorveglianza speciale alla libertà vigilata
All’atto della scarcerazione, avvenuta a giugno, nei confronti di Bellocco era stata inizialmente applicata la misura della sorveglianza speciale. Tuttavia, come confermato da Davi, tale provvedimento è stato revocato nella giornata di ieri in favore dell’applicazione della libertà vigilata.
“Ma da ieri – conferma Davi – è stata revocata la sorveglianza poiché gli è stata applicata la libertà vigilata”.
L’uomo è inoltre lo zio di Francesco Barone, noto alle cronache per l’omicidio della propria madre, Francesca Bellocco.
