1215 giorni in carcere e poi l’assoluzione: la storia di Costantino, ex sindaco di Melito a ‘Quarta Repubblica’

Medico in cella tra tentati soccorsi e lo studio del processo: la verità di Gesualdo Costantino dopo undici anni di calvario

Gesualdo Costantino Quarta Repubblica

C’è anche la storia di Gesualdo Costantino tra i casi raccontati nella puntata di Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro su Rete 4. L’ex sindaco di Melito di Porto Salvo ha ripercorso in studio una vicenda giudiziaria durata undici anni, segnata da oltre tre anni di carcere prima dell’assoluzione in secondo grado.

Durante il confronto in trasmissione, Porro ha ricordato subito il dato che più colpisce: 1215 giorni trascorsi in carcere. Costantino, medico urologo ed ex primo cittadino della cittadina jonica di circa 15 mila abitanti, era stato arrestato con l’accusa di aver favorito imprese legate alla ‘ndrangheta nell’assegnazione di appalti pubblici quando era sindaco.

L’arresto all’alba e l’inizio dell’inchiesta

Nel corso della trasmissione, Costantino ha raccontato il momento dell’arresto avvenuto nel cuore della notte.

“Alle tre di mattina bussano alla porta di casa. C’era anche un elicottero sopra la mia abitazione. Pensavo fosse successo qualcosa in paese, non immaginavo minimamente quello che stava accadendo.”

Secondo l’accusa, l’allora sindaco avrebbe affidato appalti a ditte riconducibili alla criminalità organizzata. Un’impostazione investigativa che Costantino ha sempre respinto con forza:

“Non ho fatto nessun appalto, anzi ho fatto l’inverso di tutto quello che mi veniva contestato.”

Nel corso del confronto, Porro ha sottolineato un altro elemento della vicenda: Costantino era rimasto sindaco di Melito di Porto Salvo per circa otto mesi, prima dell’arresto. “Ho fatto meno il sindaco di quanto ho fatto la galera”, ha commentato l’ex esponente del Partito Democratico, che all’epoca ricopriva anche il ruolo di vicepresidente della Provincia di Reggio Calabria. Il processo, però, ha avuto un primo esito pesante con una condanna a 10 anni in primo grado.

I giorni in carcere tra Vibo e Reggio

Costantino ha raccontato anche come ha trascorso i 1215 giorni di detenzione. Per due anni è rimasto nel reparto di alta sicurezza del carcere di Vibo Valentia, poi è stato trasferito per circa un anno e mezzo nella casa circondariale di Reggio Calabria.

“Ho studiato moltissimo il processo. Leggevo tanto e mi occupavo anche dei problemi sanitari degli altri detenuti.”

Essendo medico, spesso veniva chiamato a dare una mano nelle emergenze all’interno della struttura. Tra gli episodi ricordati anche il tentativo di soccorso a un detenuto: “Mi hanno aperto la cella perché sapevano che ero medico. Ho provato a rianimarlo con il massaggio cardiaco, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare”.

L’assoluzione dopo undici anni

La svolta definitiva è arrivata in appello, ribaltando l’esito del primo grado di giudizio.

“Sono stato assolto in secondo grado dopo undici anni. Il giudice ha ribaltato completamente il castello accusatorio.”

Un epilogo che chiude una vicenda giudiziaria lunga e complessa, ma che lascia aperta una riflessione profonda sui tempi della giustizia e sulle conseguenze personali di una detenzione durata oltre tre anni prima dell’assoluzione definitiva.