Reggio, “Storie di Vita” a Palazzo Campanella: confronto tra giustizia, speranza e umanità
A moderare l'incontro è stata Sabina Cannizzaro, presidente dell'Associazione Donne Reggine, che ha dato il via al dibattito con un richiamo alla responsabilità collettiva nella formazione dei giovani
28 Marzo 2026 - 18:52 | Redazione

L’evento “Storie di Vita: Diritto, Speranza e Umanità”, organizzato dall’Associazione Donne Reggine, tenutosi venerdi 27 marzo presso la Sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria, ha rappresentato un momento di grande riflessione e confronto.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi giovani, ha messo al centro i temi della legalità, della dignità e della speranza, con un focus particolare sulla giustizia minorile e l’importanza di ascoltare le nuove generazioni.
A moderare l’incontro è stata Sabina Cannizzaro, presidente dell’Associazione Donne Reggine, che ha dato il via al dibattito con un richiamo alla responsabilità collettiva nella formazione dei giovani. “Questa iniziativa nasce dal desiderio di creare uno spazio di ascolto e di riflessione, soprattutto per i ragazzi, che sono il cuore di questo incontro”, ha dichiarato Cannizzaro.
“Il nostro impegno è quello di dare voce a chi spesso non viene ascoltato, per aiutarli a crescere in un ambiente che rispetti la loro dignità e le loro esigenze”. Il suo intervento ha sottolineato l’importanza di affrontare tematiche difficili come la violenza giovanile e il femminicidio, invitando alla solidarietà e alla cooperazione tra generazioni.
Prezioso e interessante è stato l’intervento del Procuratore del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, che ha aderito con convinzione all’invito dell’associazione per raccontare il volto umano della giustizia minorile. Di Palma ha condiviso alcune storie di vita segnate da dolore e difficoltà, ma che hanno rappresentato veri e propri percorsi di riscatto.
“La giustizia spesso è vista soltanto come repressione dei reati, ma non è così”, ha spiegato il procuratore. “Soprattutto per i minori, la giustizia deve essere un percorso di rinascita. I ragazzi non sono solo il nostro futuro, ma anche il nostro presente. Hanno bisogno di essere guardati negli occhi, di sentirsi visti e considerati”. Un messaggio potente che ha suscitato commozione tra i presenti, sottolineando come, dietro ogni vicenda giudiziaria, ci sia sempre una persona da comprendere e accompagnare.
A chiudere il cerchio di riflessioni è stato l’intervento dell’Arcivescovo di Reggio Calabria, Monsignor Fortunato Morrone, che ha invitato tutti a riscoprire il valore dell’ascolto, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
“Sono qui soprattutto per ascoltare”, ha affermato Morrone. “Queste sono storie di vita e di giovani che cercano di rimettersi in cammino. La Pasqua rappresenta il momento della rinascita, dove dobbiamo ricordare che i ragazzi hanno tante ricchezze e noi adulti abbiamo il compito di aiutarli a canalizzare questa energia in modo positivo”.
Morrone ha sottolineato l’importanza di una responsabilità condivisa tra adulti, famiglie e istituzioni, affinché i giovani possano affrontare il loro cammino con dignità e speranza. “I ragazzi sono il nostro futuro, ma anche il nostro presente”, ha aggiunto, ricordando l’importanza di dare loro un luogo dove essere ascoltati e compresi.
Un momento particolarmente toccante dell’incontro è stata la testimonianza di Amad, un giovane arrivato in Italia solo lo scorso settembre, cresciuto in un contesto segnato dalla guerra. Con emozione e determinazione, Amad ha raccontato la sua esperienza di sofferenza, discriminazioni razziali e conflitti, ma anche di forza, tenacia e perseveranza. Nonostante le difficoltà, ha deciso di costruirsi un futuro migliore e si sta impegnando a inserirsi nella comunità studentesca.
“Spero di riuscire a ricambiare con il mio impegno l’opportunità di vita che mi è stata offerta dallo Stato Italiano”, ha detto Amad, concludendo il suo intervento con parole che hanno profondamente emozionato il pubblico. La sua testimonianza è stata accolta da una standing ovation, uno dei momenti più intensi dell’incontro, simbolo di speranza e resilienza.
Il pomeriggio è stato allietato dalle esibizioni dell’Orchestra del Liceo Musicale “Tommaso Gullì” di Reggio Calabria, diretta dal maestro Cettina Nicolosi. Le performance musicali hanno aggiunto un tocco di bellezza all’incontro, creando un’atmosfera di condivisione e speranza, che ha arricchito il dibattito e permesso a tutti i presenti di riflettere su quanto sia fondamentale nutrire la cultura della legalità e della solidarietà.
L’evento tenutosi a Palazzo Campanella ha rappresentato un momento di grande intensità emotiva e riflessione, con il contributo di autorità religiose, giuridiche e sociali che hanno evidenziato l’importanza di un lavoro comune per costruire una società più giusta e umana.
Un impegno che coinvolge tutti, dai giovani agli adulti, dalle istituzioni alle famiglie, per dare ai ragazzi la possibilità di crescere in un ambiente che li veda non solo come il futuro, ma come una risorsa fondamentale per la costruzione di un mondo migliore.
