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Pasqua e rientro in Calabria, Erica: ‘Con quello che ho speso potevo andare a New York’

"Il prezzo dei voli non è mai stato così alto in vent'anni che vivo a Milano, tutto questo fa rabbia" la denuncia

Imbarchi Aeroporto Lamezia Terme 2

Per molti calabresi che vivono lontano da casa, tornare in famiglia a Pasqua sta diventando sempre più difficile. I rincari dei voli tra Nord e Sud stanno trasformando anche un viaggio di pochi giorni in una spesa pesante, soprattutto per chi parte con figli piccoli.

Il caro voli per chi vive lontano dalla Calabria

A raccontare il disagio dalle pagine di Fanpage è Erica, 41 anni, originaria della Calabria e residente a Milano. Ogni anno prova a organizzarsi per rientrare durante le feste, ma le tariffe aeree hanno ormai raggiunto cifre che considera fuori misura.

“Il prezzo dei voli non è mai stato così alto in vent’anni che vivo a Milano, a dicembre ho speso 800 euro per tre biglietti da Linate a Lamezia Terme per due adulti e una bambina di età inferiore ai due anni. Con quello che ho speso potevo andare a New York“.

Con una bambina piccola l’aereo diventa quasi obbligato

Nel suo caso l’alternativa del treno non è davvero percorribile. Tempi lunghi, cambi e ritardi rendono il viaggio troppo complicato per chi si muove con una bimba molto piccola.

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“Fare ore di treno con una bimba di due anni per tornare in Calabria non è possibile. Almeno per qualche anno l’aereo è una scelta obbligata, ma vedere la propria famiglia non dovrebbe essere un lusso”.

Prezzi alti anche prenotando in anticipo

Erica vive a Milano dal 2003 e dice di non aver mai visto tariffe simili, neppure nei periodi più richiesti.

“Vivo a Milano dal 2003, sono un po’ di anni che viaggio, ma i prezzi che ci sono adesso non li avevo mai visti. Tornare due giorni per Pasqua dai miei genitori in Calabria, dal 4 al 7 aprile, mi è costato 768 euro. Mia figlia ha meno di 23 mesi, quindi non paga il volo se non pochi euro di tasse. È incredibile“.

Le visite in famiglia diventano più rare

Anche prenotare con largo anticipo, spiega, non basta più a contenere la spesa.

“Ho fatto a gennaio il biglietto per scendere a Pasqua perché di solito facendolo tempo prima si risparmiava molto. Ma se oggi guardo i biglietti per andare in Calabria a Natale, quindi 9 mesi prima, il costo è di 1.049 euro per tre persone”.

Il risultato è che i rientri vengono rinviati o cancellati.

“A settembre mi sarebbe piaciuto andare a trovare i miei genitori insieme a mia figlia, quindi senza mio marito, ma sono stata costretta a desistere perché mi sarebbe costato comunque quasi 500 euro. Tutto questo fa rabbia”.

Il nodo dei bambini e l’alternativa treno

A pesare c’è anche il fatto che, compiuti i due anni, per i bambini il biglietto aereo sale fino ad avvicinarsi a quello di un adulto.

“È assurdo che una bambina di due anni paghi come un adulto. È vero che ha un posto a sedere, ma starà sempre in braccio al genitore”.

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Sul treno, infine, Erica non ha dubbi.

“C’è un po’ di risparmio ma con una bambina piccola è troppo scomodo anche alla luce dei tanti ritardi, come mi è già capitato, ad esempio, sulla tratta di Palermo quando ho viaggiato con mio marito siciliano. Inoltre, non so come si comporterebbe durante tante ore di viaggio, potrei dare fastidio ai vicini, perché magari piange, l’aereo è più comodo, ma i costi ci stanno impedendo di viaggiare per andare dalle nostre famiglie”.