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Crisi energetica, l’allarme Anief: ‘Ipotesi DaD e smart working da maggio’

L’ipotesi è stata rilanciata da Orizzonte Scuola: sul tavolo smart working per i dipendenti pubblici e lezioni a distanza nell’ultimo mese dell’anno scolastico

Scuola

La crisi energetica e il rincaro dei carburanti tornano a far paura anche nel mondo dell’istruzione. A rilanciare il tema è Orizzonte Scuola, che riporta l’allarme del presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico: se il quadro dovesse aggravarsi nelle prossime settimane, Governo e Parlamento potrebbero arrivare a valutare misure straordinarie, tra cui il ritorno temporaneo alla didattica a distanza da maggio e il ricorso più ampio allo smart working per i lavoratori pubblici.

Secondo Pacifico, l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti rischia di spingere l’inflazione verso livelli molto alti entro giugno. In questo scenario, la riduzione dei consumi diventerebbe una priorità e potrebbero entrare in campo provvedimenti eccezionali per contenere la spesa energetica del Paese. Tra le ipotesi richiamate dal sindacato c’è anche quella di trasferire per un periodo limitato parte delle attività scolastiche online, come conseguenza di un più generale piano di risparmio su luce, gas e petrolio.

Il numero uno di Anief chiarisce però un punto: la scuola dovrebbe restare l’ultimo settore da fermare. Ma aggiunge anche che, se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare e aggravare ulteriormente la situazione, neppure il sistema scolastico potrebbe considerarsi del tutto al riparo. Un passaggio che riapre inevitabilmente un tema molto delicato, dopo il ritorno pieno alla didattica in presenza seguito agli anni dell’emergenza sanitaria.

La presa di posizione del sindacato è destinata ad accendere il confronto tra politica, scuola e famiglie. Per studenti e genitori, l’ultimo mese di lezioni potrebbe trasformarsi in una nuova fase di insegnamento da remoto. Per docenti e personale scolastico, invece, si affaccerebbe di nuovo la prospettiva del lavoro a distanza, già sperimentato durante la pandemia ma mai diventato una modalità ordinaria.

Intanto il contesto internazionale conferma che la pressione sul fronte energetico è reale. In questi giorni, alcuni aeroporti italiani hanno segnalato disponibilità limitata di carburante per aerei, con criticità riportate negli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia. Nello stesso quadro, Iata ha ricordato che l’Europa importa circa il 30% del proprio fabbisogno di carburante per aerei, mentre Ryanair ha avvertito che, se la crisi dovesse prolungarsi, da maggio potrebbero esserci ripercussioni anche sulla programmazione dei voli.

Per ora resta un’ipotesi. Ma il solo fatto che si torni a parlare di DaD, smart working e tagli ai consumi energetici genera non poca preoccupazione per ogni famiglia. La crisi non riguarda più soltanto i mercati o il prezzo del pieno, ma rischia di entrare di nuovo nelle aule scolastiche e di condizionare ancora maggiormente il futuro dei nostri figli.