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Battaglia all’incontro ‘Vittime senza colpevoli’: ‘Il dolore non resti senza voce o risposta’

Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di unire istituzioni, mondo accademico e società civile attorno a valori fondamentali quali la giustizia e la verità

BATTAGLIA Vittime senza colpevoli

Il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, è intervenuto all’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, in occasione dell’incontro promosso dalla Fondazione Rhegium Julii dal titolo “Vittime senza colpevoli”, un momento di riflessione dedicato al tema delle vittime innocenti e alla necessità di mantenere viva la memoria collettiva.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione, Giuseppe Bova, gli interventi di Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, Caterina Trecroci, presidente del consiglio comunale di Villa San Giovanni, Michelangelo Di Stefano, consulente della Commissione parlamentare antimafia, Rosanna Scopelliti presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti”; ha moderato lo scrittore Benedetto Minuto.

“Vittime senza colpevoli”: il valore della memoria collettiva

Nel suo intervento, il sindaco Battaglia ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di unire istituzioni, mondo accademico e società civile attorno a valori fondamentali quali la giustizia, la verità e la dignità umana.

«Iniziative capaci di unire istituzioni, mondo accademico e società civile attorno a valori fondamentali quali la giustizia, la verità e la dignità umana. Non possiamo permettere che il dolore delle vittime resti senza voce o senza risposta. Ogni storia merita ascolto, ogni ferita impone responsabilità collettiva».

Il ruolo delle istituzioni tra famiglie e cultura della legalità

Battaglia ha evidenziato come il titolo stesso dell’incontro richiami una delle sfide più difficili per le comunità: affrontare i casi in cui non vi sono colpevoli accertati o giustizia compiuta.

«In questi casi – ha poi concluso – è ancora più forte il dovere delle istituzioni di esserci, di accompagnare le famiglie, di promuovere una cultura della legalità che impedisca il ripetersi di simili tragedie. Solo attraverso la consapevolezza e la partecipazione possiamo costruire una comunità più giusta, capace di non dimenticare e di reagire».

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