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Battaglia sul ‘duello’ Falcomatà-Cannizzaro: ‘Due visioni diverse. Io non sono Rambo e non mi snaturerò’

Il candidato sindaco del centrosinistra a Live Break interviene sul confronto tra ex sindaco e candidato del centrodestra: “Lascio alla città la valutazione. Io mi sono messo a servizio senza cercare riflettori”

Mimmo Mimmetto Domenico Battaglia ()

Ospite di Live Break, il candidato sindaco del centrosinistra a Reggio Calabria è intervenuto sul botta e risposta degli ultimi giorni tra il consigliere regionale ed ex sindaco e il candidato sindaco del centrodestra.

Un confronto acceso, costruito da Falcomatà sullo schema del “noi” e “loro” e respinto da Cannizzaro, che ha accusato l’avversario di guardare troppo al passato.

Battaglia, però, non derubrica il tema a semplice polemica.

“Sicuramente di argomenti ce ne sono tanti, ma soprattutto sono in campo due visioni diverse, completamente diverse”.

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Il candidato del centrosinistra prova a riportare il confronto sul piano politico e amministrativo. Non solo slogan, quindi, ma bilancio delle stagioni di governo.

“C’è il lavoro, la credibilità di percorsi che hanno i piedi ben piantati per terra”.

Il riferimento è chiaro. Da una parte la stagione del centrosinistra, dall’altra quella del centrodestra che, nella lettura di Battaglia, non può essere separata dalle figure che oggi compongono la coalizione avversaria.

“Non nominiamo le persone, ma sappiamo che entrambe hanno governato. Sappiamo che cosa è successo in un momento e che cosa è successo in un altro”.

Battaglia non entra nel dettaglio della polemica sui lampadari di Palazzo San Giorgio, evocata da Falcomatà nel suo ultimo affondo contro il centrodestra. Ma difende il diritto di ricordare le diverse fasi amministrative della città.

“Io lascio alla valutazione della città. Poi tutto è discutibile”.

Poi arriva il passaggio più politico. Quello su Giuseppe Scopelliti, oggi al fianco di Cannizzaro nella campagna elettorale del centrodestra.

“Scopelliti è alleato di Cannizzaro. Io sarei attento, perché nella polemica fa comodo buttare a mare l’alleato. È un errore politico”.

Una frase che va dritta al cuore dello scontro. Per Battaglia, il centrodestra non può prendere le distanze dal proprio passato quando quel passato è parte dell’attuale schieramento.

“Ognuno ha una visione di città”.

Il candidato del centrosinistra rivendica anche il proprio percorso dentro l’amministrazione uscente.

“Io sono stato parte attiva di questa maggioranza. Sono stato assessore per quattro anni e mezzo”.

Una presa di responsabilità netta. Battaglia non si chiama fuori dall’esperienza amministrativa degli ultimi anni. Anzi, la rivendica, pur senza trasformarla in propaganda personale.

“Io faccio parte di un partito, nel bene e nel male”.

Poi il racconto personale. Battaglia insiste su un profilo diverso da quello dello scontro frontale. Si presenta come uomo delle istituzioni, più che come candidato da palcoscenico.

“Quando perdo me ne torno a fare il dipendente dell’ufficio dove lavoro. Quando mi arriva una chiamata per servire la mia città, mi metto a servizio”.

E ancora:

“Mi sono messo a servizio della città e voi sapete benissimo che non ho cercato riflettori, non ho cercato telecamere, mi sono messo a lavorare”.

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Il messaggio è indirizzato anche al clima della campagna elettorale. Battaglia rivendica il proprio stile, distante dai toni muscolari.

“Io non cambierò mai da come sono. Non urlo, non sono muscolare, non sono Rambo, non sono Superman”.

E chiude:

“Non mi snaturerò mai”.

La campagna elettorale, però, resta competizione. E Battaglia lo riconosce con una metafora calcistica:

“Le campagne elettorali sono campagne elettorali. È come dire che due partite di calcio si giocano a centrocampo. Qualcuno, per vincere, deve fare gol”.

Il centrosinistra, dunque, sceglie di non arretrare sul terreno del confronto con il centrodestra. Falcomatà continua ad agitare il tema del passato amministrativo. Battaglia lo traduce in una questione di visione politica e responsabilità.

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