Reggio Protagonista, Azzarà: ‘A rischio il futuro del quartiere Candeloro’
"Il nodo principale riguarda il finanziamento da circa 23 milioni di euro destinato al progetto del Nuovo quartiere turistico-ricettivo del Candeloro", evidenzia Nuccio Azzarà
14 Maggio 2026 - 15:44 | Comunicato Stampa

“La riqualificazione del quartiere Candeloro entra nella fase più delicata della sua storia amministrativa. Quello che sulla carta avrebbe dovuto rappresentare uno degli interventi strategici più importanti per la nuova immagine urbana di Reggio Calabria oggi rischia seriamente, infatti, di arenarsi tra ritardi, contenziosi e tempi burocratici sempre più stretti”. E’ quanto afferma in una nota Nuccio Azzarà, candidato al consiglio comunale con la lista ‘Reggio Protagonista’.
“Il nodo principale -evidenzia Azzarà- riguarda il finanziamento da circa 23 milioni di euro destinato al progetto del “Nuovo quartiere turistico-ricettivo del Candeloro”, inserito nell’ambito del Programma di azione e coesione “Infrastrutture e Reti”. Un’opera considerata cruciale non soltanto per la riqualificazione della zona a ridosso del porto, ma soprattutto per il ruolo strategico che l’area dovrebbe assumere nella futura geografia turistica della città.
Il quartiere di che trattasi occupa una posizione centrale nel nuovo asse di sviluppo del Waterfront reggino: da un lato il costruendo Museo del Mare, dall’altro il lungomare e il sistema del Waterfront urbano.
Un collegamento naturale che nelle intenzioni progettuali dovrebbe trasformare quell’area in una cerniera urbana tra porto, turismo, mobilità e servizi, ricucendo una parte di città rimasta per anni ai margini della pianificazione strategica”.
“La prospettiva di perdere il finanziamento comincia ad assumere i connotati dell’ennesima invereconda incompiuta a firma dell’amministrazione Falcomatà, rappresentando un colpo pesantissimo non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo politico e urbanistico.
Perdere 23 milioni di euro poi, significherebbe rinunciare a uno dei pochi interventi capaci di cambiare realmente il volto della fascia costiera sud della città e compromettere definitivamente l’idea di continuità tra il Museo del Mare e il Waterfront.
A rallentare l’iter è stato l’ennesimo ed improvvido contenzioso amministrativo nato attorno alla gara di progettazione. Il Tar di Reggio Calabria ha accolto il ricorso presentato dalla società precedentemente esclusa, imponendo la riattivazione della procedura e la rivalutazione delle offerte.
Un passaggio che ha inevitabilmente prodotto uno slittamento dei tempi e costretto Palazzo San Giorgio a chiedere una proroga ministeriale per evitare la perdita delle risorse.
Ed è proprio su questo punto che si concentra oggi la preoccupazione maggiore della “gente di buona volontà” di Reggio. I tempi imposti dal finanziamento appaiono sempre più difficili da rispettare e l’eventuale mancato via libera del Ministero alla proroga potrebbe aprire scenari estremamente pesanti: dalla riduzione del progetto fino alla concreta possibilità di perdere integralmente le somme stanziate.
Una situazione che inevitabilmente apre anche un fronte politico e amministrativo. Perché davanti a un’opera di tale rilevanza strategica diventa inevitabile interrogarsi sulle enormi responsabilità accumulate nel corso della gestione della procedura.
Come cittadino mi sento di chiedere conto all’amministrazione comunale dei ritardi e delle criticità emerse, soprattutto considerando che il progetto viene presentato da anni come uno degli assi portanti del rilancio urbano della città ed eccellenza della visione urbanistica del centro sinistra che ha governato Reggio per 12 anni.
Ma le possibili responsabilità non riguardano soltanto il livello politico, sul “banco degli imputati” sale sale a pieno titolo la classe dirigente amministrativa e tecnica del comune. Sotto severa osservazione dovrebbe essere posta la gestione tecnica dell’intero iter amministrativo, a partire dal Responsabile Unico del Procedimento e degli uffici che hanno seguito la gara poi finita davanti ai giudici amministrativi.
Oggi, alla luce dei fatti, altissimo e concreto appare il rischio che errori procedurali, valutazioni contestate e rallentamenti burocratici possano avere conseguenze enormi sull’interesse pubblico e sul futuro di una delle aree più strategiche della città”.
“Nel frattempo -afferma Azzarà- resta alta anche la tensione sul fronte degli espropri previsti dal progetto, contestati da diversi residenti della zona. Un ulteriore elemento che contribuisce ad alimentare incertezza attorno a un’opera che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della rigenerazione urbana del fronte mare reggino.
Oggi, invece, il Candeloro si trova sospeso tra ambizioni e rischio fallimento. E il tempo, giorno dopo giorno, sembra diventare il vero avversario da battere.
Siamo di fronte ad un possibile ulteriore fallimento che ipotecherà il futuro di Reggio”, conclude Nuccio Azzarà.
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