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Reggio Playground, Anna Briante rilancia l’idea dei cortili scolastici aperti

"La scuola aperta è il simbolo di una città che scommette sull'educazione diffusa" così la Briante

reggio playground

È l’idea progettuale avviata negli ultimi mesi del mio mandato assessorile, ma non conclusa per l’interruzione improvvisa dello stesso. Il nuovo modello di facile rigenerazione urbana e cittadinanza attiva nasceva proprio dalle tantissime istanze che dal territorio pervenivano all’Assessorato all’Istruzione per l’utilizzo dei cortili scolastici da parte di giovanissimi e meno giovani per la pratica di attività sportive e ricreative all’aperto. Un modo di aprire le porte degli spazi esterni delle scuole ai quartieri in cui ricadono, agevolando l’attività fisica e l’aggregazione spontanea che un tempo era la più genuina forma di socializzazione.

L’obiettivo di Reggio Playground

L’obiettivo di “Reggio Playground” è quello di rendere sempre più sottile il confine tra il “dentro” e il “fuori” la scuola, in modo che i cortili degli Istituti scolastici smettano di essere spazi recintati e accessibili solo durante l’orario delle lezioni per trasformarsi in vere e proprie piazze di quartiere dove sport, gioco e socialità possono convivere in sicurezza.

Si tratta di un Progetto fondato sulla condivisione, con la creazione di un patto di collaborazione tra Amministrazione comunale, Istituzioni scolastiche e Associazioni del territorio.

Molti dei cortili coinvolti sarebbero riqualificati con nuove pavimentazioni drenanti, attrezzature sportive moderne e arredi urbani sostenibili. L’apertura non sarebbe lasciata al caso, ma grazie alla gestione condivisa con società sportive e comitati di quartiere, sinergia già operativa per alcune palestre scolastiche, gli spazi esterni sarebbero presidiati e animati da attività organizzate, garantendo il rispetto del bene comune.

Il legame con le piazze scolastiche

L’idea farebbe il paio con la progettazione delle Piazze scolastiche previste dal Masterplan che ha individuato gli scenari di sviluppo per la Reggio Calabria dei prossimi 25 anni, una città policentrica che mette al centro la persona e la qualità della vita. E’ così che in contesti urbani densamente popolati, il cortile scolastico diventa spesso l’area verde più grande e sicura a disposizione, come nelle aree meno abitate può  rappresentare il luogo più prossimo dove poter praticare a “chilometro zero” e magari a costo zero attività all’aperto in modo sicuro. Un progetto realizzabile in tempi brevi per contrastare la solitudine digitale di vite spesso dominate dagli schermi, un luogo “fisico” di incontro intergenerazionale dove i nonni possono accompagnare i nipoti e i ragazzi possono trovarsi per una partita pomeridiana, ricostruendo quel tessuto sociale che spesso manca nelle periferie. Lo scopo del progetto è anche rivolto all’educazione alla cura, nel senso che affidare un bene pubblico ai cittadini significa responsabilizzarli, perché la scuola non appartiene solo a chi la frequenta la mattina, ma è un patrimonio di tutti. “Reggio Playground” favorirebbe la “resistenza quotidiana” contro il degrado urbano, offrendo un’alternativa sana e comunitaria alla vita sedentaria. Un’idea nata da una delle tante chiacchierate con Gaetano Gebbia, coach e educatore apprezzato in tutta Italia per la cura sportiva ed etica che riservava alla formazione dei giovani, al quale nei giorni scorsi è stata intitolata la palestra del Liceo “A. Volta” della nostra città.

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La scuola aperta come simbolo

La scuola aperta è il simbolo di una città che scommette sull’educazione diffusa” conclude Anna Briante ed il successo delle sperimentazioni attuate negli anni in Europa e negli Stati Uniti dimostra che la strada è quella giusta: i cancelli aperti sono il primo passo verso una comunità più unita, dove la scuola diventa il vero motore pulsante della vita cittadina.

Anna Briante
Candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria

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