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Tito Minniti, Dieni rivendica: ‘Ho sottoscritto e sostenuto l’emendamento che ha portato i 25 milioni di euro’

"Rivendicare la storia di questo scalo – afferma Dieni – non significa fare polemica, ma dare il giusto valore alla coerenza e al lavoro svolto quando c’era da rischiare la faccia per non far morire l’aeroporto"

Federica Dieni M5s

“L’inaugurazione dello scalo ristrutturato dell’aeroporto Tito Minniti rappresenta un passaggio importante per Reggio Calabria e per l’intera area dello Stretto. Vedere oggi l’aeroporto vivo, con nuove rotte e prospettive di sviluppo, è certamente motivo di soddisfazione. Tuttavia, proprio in questa fase, è necessario non dimenticare il lavoro svolto negli anni più difficili, quando lo scalo rischiava concretamente la chiusura”.

Lo dichiara Federica Dieni, già parlamentare, intervenendo sul presente e sul futuro dell’aeroporto dello Stretto.

“Mi sono spesa da subito per il Tito Minniti: prima durante la fase della Sogas, poi rispetto alla gestione Sacal e al modo in cui era stata concepita per lo scalo reggino. Ho presentato interrogazioni, proposte e iniziative per la continuità territoriale, ho denunciato le criticità operative e burocratiche che penalizzavano l’aeroporto e sono stata presente nei sit-in insieme ai cittadini, proprio quando il Tito Minniti stava per chiudere”.

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“Nel gennaio 2017 – prosegue Dieni – sono scesa in prima linea nel piazzale dello scalo insieme ai cittadini, proprio mentre Alitalia annunciava l’addio e la cancellazione dei voli. Quella mobilitazione, unita al successivo lavoro istituzionale, ha contribuito a evitare che l’aeroporto venisse isolato da un giorno all’altro”.

Dieni richiama anche il lavoro svolto in Parlamento: “Ho sottoscritto e sostenuto l’emendamento che ha portato allo stanziamento storico di 25 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e alla messa in sicurezza dell’aeroporto.

A questo si sono affiancati decine di atti ispettivi, interrogazioni parlamentari, comunicati e interventi pubblici, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul Tito Minniti e chiedere conto delle criticità che ne ostacolavano lo sviluppo”.

“Ho assunto posizioni nette sulla gestione Sacal e sui troppi vincoli burocratici, inclusi quelli doganali, che per anni hanno frenato lo sviluppo dei voli internazionali. Allo stesso tempo ho costantemente sollecitato le amministrazioni comunali e regionali del tempo a uscire dall’immobilismo e a fare la propria parte per la tutela dello scalo”.

Secondo Dieni, i risultati positivi di oggi devono essere accolti con soddisfazione, ma senza perdere di vista le criticità ancora aperte.

“Accogliere oggi l’inaugurazione dello scalo ristrutturato e i segnali di rilancio è un passo avanti per tutti, ma i finanziamenti e le opere infrastrutturali da soli non bastano. Servono un vero piano industriale, una visione manageriale di lungo periodo, collegamenti stabili ed efficienti con Messina e con la stazione ferroviaria, il pieno riconoscimento della continuità territoriale e l’abbattimento strutturale delle barriere operative che hanno penalizzato l’aeroporto per anni. Senza questi elementi, il rischio è ridurre tutto a interventi spot”.

“Rivendicare la storia di questo scalo – conclude Dieni – non significa fare polemica, ma dare il giusto valore alla coerenza e al lavoro svolto quando c’era da rischiare la faccia per non far morire l’aeroporto.

I fatti, gli atti parlamentari e le battaglie di quegli anni restano la testimonianza più chiara di un impegno concreto per Reggio Calabria e per tutto il territorio dello Stretto”.

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