Diego Bianchi (Propaganda Live) a Reggio: ‘Il Ponte non può essere la prima risposta ai problemi’
Il conduttore di Propaganda Live si è soffermato anche sulle elezioni comunali a Reggio: 'Ho sentito che c'è un grande favorito...'
18 Maggio 2026 - 18:49 | di Pasquale Romano

Diego Bianchi, volto noto di Propaganda Live su La7, è in questi giorni a Reggio Calabria. Una presenza che guarda anche verso Messina e che, con ogni probabilità, servirà a raccogliere interviste, immagini e testimonianze da mandare in onda nella trasmissione che andrà in onda come consuetudine venerdi sera, a 48 ore dalle elezioni comunali in entrambe le città dello Stretto.
Il giornalista ha raccontato il suo sguardo sulla Calabria partendo da una constatazione semplice: la regione non può essere letta come un blocco unico.
«In Calabria sono venuto tante volte, però da quello che ho capito c’è Calabria e Calabria. Non tutta la Calabria è uguale».
Per Bianchi, però, esiste un problema comune. Ed è quello della marginalità.
«C’è un macro problema di marginalità condivisa. Della Calabria non se ne parla granché in generale, a prescindere da quali siano i problemi».
Servizi carenti, strade fragili e ospedali chiusi
Nel suo racconto emergono alcune delle grandi criticità che la Calabria vive da anni. La carenza di servizi, le difficoltà nei collegamenti, le infrastrutture fragili, la sanità debole, il peso della criminalità organizzata.
«C’è una carenza di servizi oggettiva e strutturale, trasversale più o meno a tutta la regione, che noto ogni volta che vengo qua».
Bianchi ha raccontato anche il viaggio fatto sul territorio.
«Oggi ci siamo fatti un po’ di frane, di giri per strade prese quasi a caso. Non le abbiamo neanche cercate, ce le siamo trovate».
Poi il riferimento agli ospedali chiusi, alla criminalità, alla ’ndrangheta.
«Sono tutte cose con cui avete a che fare più di me quotidianamente e con cui dovrebbe avere a che fare la campagna elettorale».
Il Ponte e le priorità della Calabria
La presenza contemporanea del voto a Reggio Calabria e Messina porta inevitabilmente al tema del Ponte sullo Stretto. Bianchi lo affronta con cautela, da osservatore esterno, ma con un giudizio netto sulle priorità.
«Non sono calabrese, non ho la conoscenza territoriale, nemmeno faccio il candidato. Il buon senso vorrebbe che non sia il Ponte la prima risposta ai problemi della Calabria in generale».
Il giornalista ha spiegato di aver parlato anche con alcune persone che vivono nelle aree interessate dall’opera.
«Ho chiacchierato con qualcuna delle persone che stanno nei punti che dovrebbero essere colpiti dal Ponte».
Per Bianchi, il Ponte resta un tema politico che si trascina da decenni. Un argomento che cambia colore a seconda delle stagioni.
«È un problema che si trascina da decenni in maniera trasversale e che, a seconda delle convenienze del momento, diventa un tema di destra o un tema di sinistra».
Bianchi si è soffermato anche sul clima elettorale reggino. Senza entrare nel dettaglio dei programmi, ha detto di aver compreso i profili dei candidati e gli equilibri della campagna.
«Si ho sentito che c’è un grande favorito alle comunali reggine (Cannizzaro, ndr), mi stupisce che non sia presente al dibattito in corso. C’è il confronto tra i candidati e manca quello che dovrebbe vincere.
Strategicamente si conoscono queste dinamiche per cui chi è favorito non va ai confronti. A me sembra sempre una mancanza di rispetto per chi li organizza e anche per chi ci partecipa», ha concluso Bianchi, riferendosi al confronto “La Rete dei Comitati di Quartiere di Reggio Calabria” tenutosi presso Palazzo Alvaro questo pomeriggio.
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