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Elezioni Reggio, Pazzano chiude la campagna: “La Strada è il vero voto utile. Basta città ‘del favore'”

"Se vuoi cambiare, cambia. La Strada è l'unica vera discontinuità, l'unico vero cambiamento possibile per Reggio" le parole del candidato sindaco da piazza Camagna

saverio pazzano

Piazza Camagna come punto di arrivo. Ma anche come punto di partenza. Saverio Pazzano chiude la sua campagna elettorale dalla piazza del centro storico di Reggio Calabria, con il movimento La Strada e con un messaggio netto: presentarsi agli elettori come l’unica alternativa reale agli schieramenti tradizionali.

Non una candidatura nata all’ultimo momento. Non un’operazione costruita attorno a sigle di partito. Pazzano arriva a questo appuntamento dopo anni di opposizione in Consiglio comunale, dopo la candidatura a sindaco del 2020 e dopo un percorso politico che ha provato a tenere insieme militanza civica, partecipazione e controllo dell’attività amministrativa.

In una campagna dominata dai grandi partiti da una parte e dal polo civico guidato da Eduardo Lamberti Castronuovo dall’altra, La Strada prova a ritagliarsi uno spazio diverso. Più politico che elettorale. Più identitario che tattico. L’obiettivo è intercettare quella parte di città che non si riconosce più negli schemi classici e che cerca una proposta di rottura.

“La Strada è l’unica vera discontinuità”

Pazzano parla di voto utile, ma lo fa capovolgendo la logica tradizionale. Per il candidato civico, utile non è il voto dato al più forte o a chi ha più possibilità sulla carta. Utile è il voto che può cambiare davvero il quadro politico cittadino:

“Scegliere La Strada perché è l’unica vera discontinuità ed è anche l’unico vero voto utile. Un programma serio, costruito in anni di lavoro, con una squadra competente e libera. Libera di essere competente in una città dove spesso la libertà di essere competenti non c’è”.

Il passaggio è centrale. Pazzano prova a legare competenza e libertà, due parole che nella sua narrazione diventano quasi una risposta al sistema dei rapporti politici, delle appartenenze e delle fedeltà personali che spesso pesa sulla vita pubblica reggina.

La sua è una candidatura che non punta solo a contendere voti. Punta a mettere in discussione un metodo. La Strada rivendica anni di lavoro sui temi, dalle periferie alla trasparenza, dalla partecipazione ai diritti, fino alla necessità di interventi mirati e verificabili.

“Una squadra che punta sulla partecipazione, sulla trasparenza, che punta su interventi precisi e mirati. Penso che ormai in queste settimane siano chiari alla cittadinanza”.

L’alternativa ai partiti e al civismo dei notabili

Nel quadro delle comunali reggine, Pazzano cerca di occupare uno spazio complicato. Da un lato ci sono le coalizioni strutturate, con partiti nazionali, apparati, simboli, parlamentari e amministratori. Dall’altro c’è il civismo rappresentato da Lamberti Castronuovo, sostenuto da un profilo esterno alla politica tradizionale ma comunque forte di una riconoscibilità personale e di una campagna autonoma.

La Strada, invece, rivendica un civismo diverso. Meno legato alla figura del singolo e più costruito attorno a un movimento. Pazzano insiste su questo punto: la politica come scelta di servizio, non come mestiere o scorciatoia.

“È il voto che può veramente liberare tutte le energie positive della città e del territorio. Può farlo attraverso un gruppo preparato, un gruppo di persone con un curriculum, di persone che non fanno politica per un lavoro ma per una scelta ben precisa di servizio alla città”.

È qui che il messaggio diventa più politico. Pazzano non parla solo ai suoi. Parla a chi si sente fuori dai blocchi consolidati. A chi non vuole scegliere tra centrodestra e centrosinistra.

“Dalla città del favore alla città del diritto”

Il cuore del discorso arriva quando Pazzano tocca uno dei temi più sensibili per Reggio Calabria: il rapporto tra cittadino e istituzioni.

“Basta rassegnazione. Noi dobbiamo trasformare questa città che è la città del favore nella città del diritto”.

Una frase che fotografa bene il terreno scelto da La Strada. Non solo programmi, cantieri, servizi o promesse. Ma una battaglia culturale contro l’idea che per ottenere ciò che spetta serva sempre una conoscenza, una mediazione, un favore.

È un messaggio che può parlare a molti reggini. A chi aspetta risposte dagli uffici. A chi vive nei quartieri dimenticati. A chi ha smesso di chiedere perché convinto che nulla cambi davvero. Pazzano prova a trasformare quella rassegnazione in consenso politico.

“Abbiamo dimostrato di poter agire alla pari”

Nella chiusura della campagna, il candidato de La Strada rivendica anche il percorso fatto. Una campagna senza la forza dei grandi apparati, ma costruita sul territorio, sui candidati, sui militanti e su una presenza costante.

“Siamo arrivati molto oltre quello che chiunque avrebbe immaginato. Da un lato ci sono partiti nazionali, dall’altro lato anche, poi c’è un imprenditore con risorse diverse. Noi siamo cittadini e cittadine comuni che però con la forza delle idee, con la forza di un gruppo, abbiamo dimostrato di poter agire alla pari”.

Il riferimento al voto è diretto. Pazzano chiede agli elettori di rompere lo schema. Di non votare per paura. Di non scegliere per abitudine. Di non consegnarsi alla rassegnazione.

“Alla pari può agire anche ogni elettrice e ogni elettore, entrando nell’urna, mettendo la X su La Strada, scegliendo una delle nostre candidate e dei nostri candidati e scegliendo il vero cambiamento per Reggio Calabria”.

La sfida del 26 maggio

Pazzano guarda al voto con ambizione. Non si presenta come semplice testimonianza. Rivendica la possibilità di vincere e, comunque, promette un ruolo centrale dal giorno dopo le elezioni.

“Se vuoi cambiare, cambia. Si può fare, si può fare davvero. Ci conteremo, speriamo migliaia e migliaia. Saremo, dal 26 maggio, dalla maggioranza o dall’opposizione, l’unica vera discontinuità, l’unico vero cambiamento possibile per Reggio Calabria”.

Il punto politico è proprio questo. La candidatura di Saverio Pazzano misura quanto spazio esista oggi a Reggio per una proposta civica di opposizione radicale ai vecchi equilibri. Una proposta che non chiede solo fiducia, ma anche partecipazione.

E sul dopo voto, Pazzano non chiude porte ma indica un metodo: nessuna decisione presa nelle stanze, nessuna trattativa calata dall’alto.

“Tutte le considerazioni ulteriori le decideremo come sempre in assemblee pubbliche, con la gente, con i territori. Non c’è fretta per questo. Lo faremo attraverso prima di tutto gli strumenti di partecipazione. Ma siccome amministreremo la città saranno gli altri a doversi organizzare”.

È la chiusura di una campagna elettorale, ma anche la sintesi di una sfida: convincere Reggio che l’alternativa non sia solo possibile, ma già presente. In piazza, nelle battaglie di questi anni, nei banchi dell’opposizione e ora dentro l’urna.

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