Reggio, Bilardi: ‘Adesso tocca a noi giovani. Falcomatà? Disinteressato’ – VIDEO
Il trionfo di Paolo Bilardi, 27enne e neo consigliere comunale nella Lista Cannizzaro Sindaco. Idee, progetti e visione di città
29 Maggio 2026 - 17:18 | di Eva Curatola

L’ultimo appuntamento di Live Break ha fotografato un autentico passaggio di testimone, mettendo in scena un confronto dialettico serrato ma nobile.
Da un lato Demetrio Delfino, politico navigato ed elegante interprete dell’amministrazione uscente, forte di ben 5 mandati consecutivi alle spalle; dall’altro Paolo Bilardi, giovane professionista follemente innamorato della sua terra, sceso in campo per dare un contributo immediato al presente e al futuro di Reggio.
Un confronto che, lungi dall’essere una semplice contrapposizione tra csx e cdx, ha svelato la fame di concretezza di una generazione che non vuole più attendere il proprio turno.
Per chi è nato a Reggio Calabria a metà degli anni ’90, la linea d’ombra della maggiore età ha coinciso con un panorama politico immutabile, dominato da un solo identikit e da un solo nome: Giuseppe Falcomatà. Nella vita adulta di un’intera generazione di reggini non c’è stato altro, se non la parentesi tecnica dei facenti funzioni. Una realtà politica ed esistenziale che, anziché gettare ponti, ha scavato un solco profondo. Come sottolineato con forza da Paolo Bilardi:
“12 anni fa, al suo insediamento, il sindaco Falcomatà aveva alimentato l’illusione di voler davvero coinvolgere le nuove generazioni. Si presentava come un giovane tra i giovani: aveva studiato alla “Mediterranea” come noi e vantava un passato di attivismo studentesco. Negli anni, purtroppo, si è dimostrato del tutto disinteressato a costruire una nuova classe dirigente”.
Ma oggi, quel solco si è trasformato nell’alveo di una rivoluzione. La recente tornata elettorale è la testimonianza plastica di una vera e propria rivalsa generazionale. Le nuove leve sono pronte a occupare fisicamente gli scranni dell’aula Battaglia. Accanto al ventisettenne Bilardi altri giovani, così come altri sono stati designati dall’elettorato reggino per guidare le Circoscrizioni.
La chiamata alle armi: il “Brain Gain” dei fuorisede
Il racconto di Bilardi è lo specchio di una comunità giovanile stanca di emigrare. La sua affermazione elettorale (ben 1.337 voti) non è un traguardo personale, ma un grido collettivo:
“Sono un giovane avvocato di Reggio Calabria, ho 27 anni e svolgo ormai da tanti anni attività di imprenditore in questa città, a livello sia turistico che agricolo. Questa vittoria è una vittoria chiara, una vittoria forte, che dimostra come Francesco Cannizzaro, il nuovo sindaco di Reggio Calabria, ha avuto identità, ha avuto visione e ha dimostrato appartenenza a questa città, dando fiducia ad un progetto concreto e serio, puntando sui giovani. La vittoria di oggi non è soltanto mia, ma è di un gruppo di giovani che vivono la città in maniera quotidiana, di tanti giovani reggini che sono fuori, che stanno al nord e sono sparsi in tutta Europa, in cerca di opportunità e che sono tornati perché hanno sentito la speranza con questo nuovo progetto politico. Parlo di amici come… Sara, Federica, Matteo che hanno comprato dei biglietti per venire un giorno, votare, mettere quella ‘X’ sul nostro progetto e rientrare. E quindi quello fa veramente tanta tanta speranza.»
I giovani, secondo il neo-consigliere, hanno finalmente compreso di non dover più stare dietro le quinte: sono il motore e il futuro, stanchi di una classe dirigente uscente che li ha ignorati per troppo tempo.
L’operatività quotidiana e il grido delle periferie
La gioventù di Bilardi, tuttavia, non si perde in utopie astratte. Al contrario, morde il freno dell’operatività quotidiana. La sua ricetta per Reggio parte dai bisogni primari, da quell’ordinaria amministrazione che nelle periferie è diventata un miraggio. Bilardi fotografa senza sconti le ferite della città, partendo dalle richieste accumulate lungo le strade durante la campagna elettorale:
«Il primo segnale sicuramente è quello di partire da un’ordinaria amministrazione, quindi parlo di quei servizi che la gente quotidianamente passeggiando nelle strade, andando ad accompagnare i bambini a scuola, tutte le famiglie devono rendersi conto dell’impatto di una nuova e forte politica. Quindi parlo di decoro urbano, parlo di asfalto nelle strade, parlo di quei problemi di cui le signore, che in questi giorni in queste settimane di campagna elettorale, mi hanno detto “Paolo, ci piace tutto del programma di Cannizzaro, però dobbiamo partire dai servizi primari”. Le periferie hanno grande bisogno d’attenzione. Io vengo dalla periferia di Reggio Nord di Catona, precisamente Concessa, di cui ne vado molto orgoglioso, questa zona è stata completamente abbandonata, abbiamo il problema del depuratore su Gallico, Catona, abbiamo il problema di un servizio che veniva fatto di raccolta porta a porta che è diventata poi una discarica a cielo aperto. Accanto alle priorità è necessario avere anche visione, come la visione del nuovo aeroporto di Reggio Calabria e quindi quel seme di speranza che tutti i cittadini possano pensare di nella loro città avere gente che arriva da tutto il mondo e che possano anche pensare di viaggiare in maniera facile scoprendo le bellezze di tutto il mondo. Quindi questi sono i segnali più forti che bisogna dare subito.»
Una campagna elettorale innovativa: dai social al “vulcano” Cannizzaro
Bilardi svela il dietro le quinte di una strategia comunicativa studiata per parlare ai propri coetanei, traducendo idee complesse in risposte tangibili contro lo spopolamento:
«Abbiamo fatto la campagna elettorale casa per casa come si faceva una volta, ma abbiamo cercato anche di fare una campagna elettorale sui social, Abbiamo parlato di università, di campus universitario, del decentramento delle sedi multinazionali. Tra i tanti progetti che porto avanti c’è il progetto Calabriando, un progetto di amore verso la città turistico”.
Questo impalcato di idee fresche e dinamismo social ha trovato la sua sponda naturale nella leadership del nuovo primo cittadino, che Bilardi descrive con parole colme di stima:
«Cannizzaro è un vulcano di idee, è un trascinatore ed è stato l’unico a coinvolgere i giovani. Punta veramente in questo cambiamento che parte da noi giovani».
L’insegnamento di Giusi Princi e lo sblocco del talento
Nel pantheon dei riferimenti formativi di Bilardi occupa un ruolo cardine l’eurodeputata Giusi Princi, storica preside del Liceo Vinci, istituto in cui il neo-consigliere mosse i primi passi guidando una comunità di duemila studenti. Il ricordo di quella stagione si salda direttamente con la responsabilità del presente, in un passaggio denso e appassionato:
«Per me è la preside, la mia preside perché 10 anni fa ho frequentato il liceo Vinci, ho avuto la possibilità di essere il rappresentante d’istituto di 2.000 studenti, una vera e propria comunità, e il contatto con noi giovani da parte suo è rimasto sempre costante. Ci ha sempre motivato a essere persone attive a livello cittadino. E’ il momento della svolta, i giovani hanno capito che non vogliono più stare dietro le quinte, vogliono essere i protagonisti di questa città. Mi sento una grande responsabilità e questa cosa non mi fa dormire la notte. Adesso tocca a noi».
La Reggio del futuro: sciare guardando il mare
Il gran finale dello storytelling di Bilardi è un manifesto programmatico sullo sviluppo economico e sul turismo, una proiezione ambiziosa che vuole convertire l’identità geografica reggina in ricchezza strutturale. L’aeroporto si riprende la scena come “seme della speranza”, l’abbraccio visivo dello Stretto all’atterraggio diventa la porta d’accesso per un turismo che non ha paura di pensare in grande.
Raccogliendo idealmente l’assist del “rivale” Demetrio Delfino sul coinvolgimento dei ragazzi, Bilardi chiude l’intervista tracciando i pilastri della città futura, unendo grandi opere, passioni sportive e il senso civico più alto custodito nelle parole di Piero Calamandrei:
«Sicuramente puntare sul museo del mare e quindi il porto turistico che è davvero un progetto ambizioso, ma che porterà la sua realizzazione nei primi anni, e sicuramente continuare sull’onda dell’aeroporto che dà veramente il seme della speranza a questa città. Mi viene in mente una famosa frase di Piero Calamandrei: “La libertà è come l’aria, ci si accorge della sua importanza soltanto quando inizia a mancare”. E mi rendo conto che i giovani hanno bisogno di questo… di questo aiuto, di questo sostegno per essere coinvolti nel sistema proprio politico non solo della città, ma a livello anche nazionale, perché mi rendo conto che ci sono giovani disinteressati, che non vanno al voto, proprio perché la politica non è stata brava in questi anni a tirare fuori quello straordinario, quel talento che hanno dentro tantissimi giovani”.
Per i giovani reggini, la partecipazione e la rivalsa generazionale sono diventate finalmente quell’aria pulita che mancava da troppo tempo. Ora la sfida per la ricostruzione si sposta dentro l’Aula Battaglia, ma la rotta è ormai tracciata: “Adesso Reggio, adesso tocca a noi”.
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