Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Elezioni, il mea culpa di Delfino e l’analisi del voto: ‘Chiedo scusa ai reggini…’

1155 preferenze e la quinta elezione consecutiva per l'ex assessore e presidente del consiglio, ora fra i banchi dell'opposizione. Dalle macerie del csx, la scommessa di AVS

Assessore Demetrio Delfino

Ci sono sconfitte che chiudono un’era e ci sono piccoli, silenziosi cataclismi che ne aprono una nuova. Mentre il csx reggino tenta faticosamente di raccogliere i cocci di una débâcle elettorale definita senza giri di parole una “batosta“, Demetrio Delfino, esponente di punta di AVS, non mette in scena il classico saggio di retorica post-voto fatto di giustificazioni e dita puntate altrove, ma un esercizio di brutale onestà intellettuale e, al contempo, un manifesto politico per il futuro.

Il coraggio delle scuse e l’analisi della “batosta”

Delfino, ospite dell’ultima puntata di Live Break negli studi di CityNow, è partito da dove molti evitano di transitare: il filtro della responsabilità.

“Io ripartirei dal chiedere scusa ai cittadini e agli elettori del centrosinistra. La sconfitta ci sta, ma la batosta assolutamente no. Era da evitare dopo 12 anni di amministrazione”.

Un j’accuse lucido, che non risparmia la gestione Falcomatà-Battaglia, colpevole – secondo l’esponente di AVS – di essersi arroccata su una “continuità cieca” nei metodi, ignorando i segnali di una pungente disaffezione che da tempo serpeggiava tra gli elettori, ormai storicamente distanti dalle dinamiche del Partito Democratico. Un mea culpa forse neanche necessario, visto che Delfino non ha fatto parte dell’ultimo miglio di amministrazione e che ha sempre svolto con grande impegno e serietà gli incarichi che gli sono stati affidati nel corso degli anni: Presidente del Consiglio prima e assessore al welfare dopo.

L’errore fatale, comunque, secondo l’esponente in quota AVS è stata una coalizione diventata “prigioniera degli eletti“, dove i partiti sono stati progressivamente messi alla porta e il coordinamento ridotto a compartimenti stagni. Nemmeno i fiumi di denaro del PNRR e del Fondo Coesione sono bastati a coprire le crepe di un quotidiano amministrativo deficitario, dove il cittadino – scontrandosi con buche e servizi primari inefficienti – si è sentito tradito.

Una disorganizzazione che ha finito per travolgere lo stesso candidato sindaco del csx, Mimmo Battaglia, di cui Delfino difende lo spessore umano ma denuncia la fragilità della tempistica politica:

“Una persona per bene, ma probabilmente non ha avuto il tempo per ragionare da candidato e da futuro sindaco: è stato nominato facente funzioni solo a dicembre, meno di sei mesi fa”.

Il “miracolo” AVS e il fattore Delfino

Eppure, nel deserto del centrosinistra, la bandiera di AVS sventola su una roccaforte conquistata contro ogni pronostico. Nata ufficialmente solo nel marzo dell’anno precedente, alla sua primissima volta alle elezioni comunali reggine, la lista è riuscita nell’impresa di strappare un seggio e piantare le proprie tende dentro l’Aula Battaglia.

A guidare questa pattuglia di resistenza c’è proprio Delfino, un autentico “alieno” delle urne reggine: 1.155 preferenze personali e un record da far tremare i polsi, cinque elezioni consecutive in Consiglio Comunale. Un consenso cresciuto paradossalmente proprio nel momento di massimo storico del crollo della sua coalizione.

Se il PD arretra e mostra i segni di una stanchezza strutturale, AVS si propone oggi come un’alternativa fresca, pulita e, chissà, potenzialmente vincente. Non più una stampella della sinistra tradizionale, ma un nucleo identitario capace di intercettare quel voto di opinione e di delusione che altrimenti si sarebbe rifugiato nell’astensionismo.

AVS si pone come l’alternativa nuova, identitaria, una forza che rivendica, nelle parole del neo eletto consigliere comunale, anche tutta la propria coerenza, lanciando una frecciata tutt’altro che velata agli alleati di coalizione:

“AVS è stato l’unico partito che ha fatto venire a Reggio tutti i suoi big: Piccolotti, Fratoianni e Bonelli. Hanno fatto comizi e assemblee a supporto della lista e del candidato sindaco. Da parte nostra, per il partito piccolo che siamo, c’è stato il massimo supporto. Forse è mancato qualcosa da altre parti”.

Non è passata inosservata l’assenza in riva allo Stretto della segretaria nazionale dem Elly Schlein, così come la scelta di Anna Nucera, prima di candidarsi in solitaria, salvo poi non prendere posizione nel momento in cui ha scelto la ritirata. Un contributo quello dell’ex dirigente scolastica e già assessore della prima giunta Falcomatà che, per le fila del csx, sarebbe stato prezioso.

Una crisi sistemica: il caso Pazzano e il parallelo con Crotone

Per Delfino la crisi non è circoscritta alle mura di Reggio, ma è sistemica e investe l’intera Calabria.

“L’analisi deve essere fatta nell’intero centrosinistra. È inutile dire “noi abbiamo preso il consigliere e ci siamo salvati”. Alcuni partiti non hanno neanche presentato le proprio liste, il centrosinistra è mancato, con candidature annunciate e poi sparite. È successo qui, così come a Crotone”.

In questo scenario si inserisce anche il limbo del post-voto e il possibile rientro in consiglio di Saverio Pazzano. Delfino mastica amaro, evidenziando il paradosso di una legge elettorale che rischia di logorare ulteriormente la minoranza:

“Se Pazzano rientrerà darà sicuramente forza all’opposizione, ma è un peccato perché, da come capiamo, andrà a discapito di uno degli otto seggi già assegnati a un collega del centrosinistra”.

Un’opposizione dura ma costruttiva

Il futuro in Aula Battaglia per i soli 8 consiglieri di minoranza sarà una guerra di trincea contro una corazzata di centrodestra forte di 24 seggi. Ma la strategia di Delfino è chiara: nessuna opposizione urlata fine a se stessa, bensì una vigilanza rigorosa e proposte concrete.

Il cammino di AVS è appena iniziato. Ma tra le macerie di una stagione politica giunta al capolinea, la sensazione è che la ricostruzione del centrosinistra reggino non passerà più dai vecchi caminetti, ma dalle barricate e dalle idee di questa nuova, ambiziosa minoranza.

Ma la vera partita per la leadership della sinistra inizia subito. Questa mattina a Piazza Camagna, il segretario regionale Pignataro aprirà ufficialmente le danze per l’analisi del voto.

La ricostruzione della sinistra reggina sembra partire da qui e la percezione è che, questa volta, i piccoli partiti non abbiano alcuna intenzione di fare da spettatori.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?