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Reggio e il ‘modello manageriale’ per Palazzo San Giorgio: la ricetta di Curatola, regina delle urne

Con quasi 1.500 voti è la più votata della tornata elettorale: "Un exploit che mi carica di responsabilità, pronta a lavorare al fianco del sindaco Cannizzaro"

Maria Luisa Curatola

Con ben 1.475 preferenze, Maria Luisa Curatola è ufficialmente la “regina delle elezioni comunali 2026” a Reggio Calabria. Eletta tra le fila di Reggio Futura, la neo-consigliera si appresta a varcare la soglia di Palazzo San Giorgio come uno dei volti nuovi più pesanti della schiacciante vittoria del centrodestra guidato da Francesco Cannizzaro.

Ospite negli studi di Live Break, la dottoressa Curatola ha delineato la sua visione per il futuro amministrativo della città, proponendo un netto cambio di paradigma: trattare la macchina pubblica con i criteri di efficienza del settore privato.

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“La Pubblica Amministrazione va gestita come un’azienda”

Dietro l’exploit elettorale di Curatola c’è un solido profilo tecnico-professionale. La neo-consigliera vanta quindici anni di esperienza come quadro dirigenziale in Hermes (la società in-house del Comune), un ruolo di dirigente contabile per la Soseteg Spa e una parentesi quinquennale come consulente al Ministero dell’Ambiente per la salvaguardia delle acque.

Un bagaglio di competenze che intende mettere immediatamente al servizio della nuova consiliatura:

“Ritengo di conoscere bene come funziona la macchina amministrativa comunale, i suoi limiti e le sue prerogative. La mia filosofia è semplice: la pubblica amministrazione deve essere gestita come se fosse un’attività privata. Solo in questo modo si può ottenere il massimo in termini di efficienza. E l’efficienza è ciò di cui hanno un disperato bisogno i cittadini e le imprese affinché le cose tornino finalmente a funzionare”.

Giunta e burocrazia: “La politica deve vigilare sui tempi”

Interpellata sui nodi legati alla futura composizione della squadra di governo e sulla necessità di riformare una macchina burocratica spesso ingessata, Curatola non vede alternative escludenti, ma una necessaria sinergia:

“Sono convinta che il sindaco Cannizzaro metterà in campo la miglior squadra possibile; ha tutte le capacità per farlo e per aggredire nei vari settori le evidenti problematiche ereditate. L’efficientamento dell’apparato burocratico sarà una conseguenza.”

Tuttavia, la consigliera traccia un limite chiaro sui doveri della nuova classe dirigente:

“La politica ha l’obbligo di dare gli atti di indirizzo, ma non può fermarsi lì. Deve riorganizzare gli uffici al meglio per ottenere risposte e, soprattutto, deve vigilare affinché gli indirizzi politici vengano seguiti dai dirigenti nei tempi e nelle modalità giuste e corrette”.

Il giudizio sui 12 anni di Falcomatà: “Città in stato di abbandono”

L’analisi di Curatola sugli ultimi due mandati a guida centrosinistra è quella di chi ha vissuto Palazzo San Giorgio sia da cittadina che da collaboratrice tecnica:

“Quando amministri, dovresti farlo al netto della casacca di appartenenza, diventando l’amministratore di tutti. Io ho servito l’amministrazione precedente lavorando alla Hermes con correttezza e onestà, al di là del colore politico del governo. Da cittadina speravo che la città evolvesse, ma purtroppo devo registrare che così non è stato.”

La critica si sposta poi dalle macro-emergenze ai dettagli della quotidianità urbana:

“Oltre alle grandi criticità, è mancato il piccolo. Parlo della manutenzione ordinaria delle strade, del verde pubblico, della cura degli spazi aperti e dei piccoli servizi. Oggi registro un grande abbandono, ed è la stessa cosa che hanno percepito gli elettori. Credo che la forbice del consenso e il divario così netto a favore del centrodestra siano nati proprio da questo diffuso sentimento di frustrazione”.

Quasi doppiati i voti del 2020: “Ora sento una grande responsabilità”

Il consenso tributato a Curatola rappresenta un salto quantico rispetto alla scorsa tornata elettorale del 2020, quando raccolse poco più di 800 voti tra le fila di Fratelli d’Italia, rimanendo prima dei non eletti a causa della sconfitta della coalizione.

“Questa volta, pur correndo con un movimento civico e non con un partito strutturato, ho quasi doppiato il quantitativo di voti. Sono felice perché non provenivo da posizioni di governo e non ho goduto di una visibilità pubblica particolare in questi anni. Evidentemente i rapporti personali e la fiducia di chi mi conosce mi hanno premiato. Proprio per questo sento una grande responsabilità: devo dare risposte concrete a queste persone e lo farò con l’impegno che mi ha sempre contraddistinto”.

Il ruolo di Reggio Futura e il fattore Scopelliti

Sollecitata sull’apporto del movimento e sulla figura dell’ex sindaco e governatore Giuseppe Scopelliti nella volata finale della campagna elettorale – apparso meno presente sui palchi accanto a Cannizzaro nelle ultime battute –, Curatola ristabilisce la linea del gruppo:

“Reggio Futura ha una storia che viene da lontano in questa città. Ogni volta che ha corso ha sempre ottenuto risultati rilevanti portando tre consiglieri, come accaduto anche a questo giro. E anche quando non ha partecipato direttamente alle elezioni, è rimasta vigile, facendo quel lavoro di opposizione che spesso in Consiglio è mancato da parte di chi era deputato a farlo”.

Su Scopelliti, la “regina delle urne” ne blinda il valore strategico ed evidenzia il fair-play politico:

“Il movimento è nato attorno a professionisti vicini a Peppe Scopelliti, che tutt’oggi resta un importantissimo punto di riferimento. Peppe è stato fondamentale nella fase di formazione della lista, collaborando esternamente all’individuazione dei candidati. Se si è visto meno sui palchi finali, è solo per una questione di correttezza: era giusto lasciare la scena e la leadership totale a chi scendeva in campo in prima persona per la carica di sindaco. Figure così carismatiche rischierebbero di limitare lo spazio del candidato. Gli siamo grati per averci guidato alla conquista della città; ora saremo al fianco di Cannizzaro per garantire a Reggio cinque anni di buon governo”.

Forte di un consenso plebiscitario e forte della sua identità tecnica, Maria Luisa Curatola si dimostra pronta ad essere una colonna portante della nuova stagione amministrativa del centrodestra.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare le promesse della campagna elettorale in riforme strutturali, applicando quel rigore manageriale che, secondo la “regina delle urne”, rappresenta l’unica vera via per sollevare Reggio Calabria dallo stato di abbandono e restituire efficienza a cittadini e imprese. Nei prossimi cinque anni, al fianco del sindaco Cannizzaro, Reggio Futura e la sua esponente più votata saranno chiamate a dimostrare che il “modello azienda” può davvero fare la differenza nella gestione della cosa pubblica.

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